L’affondamento del Titanic

sappiamo tutti come andò a finire: quando la costa americana era ormai vicina, il grande transatlantico urtò un iceberg.
Per la nave non ci fu niente da fare: l’affondamento fu questione di pochissime ore.
Mettere in salvo i passeggeri fu problematico: le scialuppe di salvataggio non erano sufficienti per accoglierli tutti.
Furono circa mille e cinquecento i morti: una ecatombe.
Fu allora che si iniziò a studiare una “convenzione” per prevenire il ripetersi di drammi come quello.
Poco più di 100 anni fa (era esattamente il 20 gennaio 1914) venne approvata, a Londra, la prima “convenzione”, denominata “SOLAS: Safety Of Life At Sea”.
Nel corso degli anni ha avuto continui aggiornamenti per migliorarla sempre più.
Ed oggi, dopo cento anni di revisioni, aggiornamenti, miglioramenti, evoluzioni … arriva un giovane Ministro dei Trasporti (italiano) che lancia le sue proposte: se la nave “salvatrice” è norvegese, si porti il suo carico di naufraghi … in Norvegia. Se proprio dobbiamo “sbarcarli”, sbarchiamoli su altre navi. Sto aspettando la terza castroneria, in base alla legge del “non c’è due senza tre”.
La convenzione (Safety of Life at Sea) è conosciuta con l’acronimo: SOLAS.
Forse il nostro amato Ministro pensa che si tratti di una romanissima “SOLA” (con la “s” finale per renderla inglese e plurale!)?
Al peggio non c’è limite.
D’altronde aveva già previsto tutto Marco Tullio (Cicerone) quando scriveva: “Mala tempora currunt, sed peiora parantur.”
Paolo Federici

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Alla ricerca delle risposte sbagliate

Un nuovo tassello si aggiunge alla mia collezione (eh sì, io colleziono domande/risposte sbagliate del Trivial Pursuit).

Per quale romanzo Giorgio Bassani fu insignito del premio Campiello nel 1962?

La mia risposta è stata “L’airone”

La risposta del Trivial: “il giardino dei Finzi Contini”

Beh … è vero che “l’Airone” ha vinto il Campiello, ma nel 1969.

Però “Il giardino dei Finzi Contini” non l’ha mai vinto, anche perché la prima edizione del Premio Campiello è del 1963.

Dunque?

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Eddai, facciamoli provare!

Nel 1789 scoppiò la Rivoluzione Francese: i “cittadini” pensarono che qualsiasi cosa sarebbe stata meglio della monarchia. Si sono ritrovati prima con il periodo del “terrore” e poi con Napoleone che li ha portati a morire in guerra in giro per l’Europa.
Nel 1917 scoppiò la Rivoluzione Russa: i “proletari” pensarono che qualsiasi cosa sarebbe stata meglio dello Zar. Si sono ritrovati con Stalin … e sono riusciti a liberarsi dalla “dittatura” solo dopo 90 anni.
Nel 1922 gli italiani pensarono che qualsiasi cosa sarebbe stata meglio dei partiti che si accapigliavano: si sono ritrovati con Mussolini che li ha portati a morire in guerra in giro per l’Europa, ma anche in Africa. Però se ne sono liberati dopo “solo” 20 anni.
Nel 1933 i tedeschi pensarono che qualsiasi cosa sarebbe stata meglio dei partiti che si accapigliavano: si sono ritrovati con Hitler che li ha portati a morire in guerra in giro per l’Europa ed anche in Africa. Però se ne sono liberati dopo “solo” 12 anni.
Premesso che, come disse George Santillana: chi non conosce la storia sarà costretto a riviverla, c’è da sperare che i nuovi governanti durino solo 5 anni e non combinino troppi guai.
Ma la storia … ci racconta un finale sempre diverso.
Ed i nostri vecchi lo avevano capito, infatti un vecchio adagio recita: “Chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia … ma non sa quel che trova.”

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La scomparsa di Stephanie Mailer

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Prendete cinque ingredienti specifici: due libri, due film ed una canzone (dieci piccoli indiani, io uccido, assassinio sull’orient express, profondo rosso, bocca di rosa), inserite tutto nel frullatore, mescolate bene e lasciate sedimentare.
Poi gustate un sorso alla volta e per un tempo lungo settecento pagine.
Ci saranno sorsi più lunghi (i capitoli che raccontano i fatti di venti anni prima) ed altri più corti (i capitoli che raccontano i fatti di venti anni dopo).
Il collegamento tra i due diversi periodi sta tutto in un giallo che ci narra una storia fatta di vecchi e nuovi assassinii.
Chi ha ucciso, venti anni fa, ed oggi è tornato ad uccidere, e perché?
Tanti (troppi) personaggi si incastrano l’uno con l’altro e, come in un giro di quadriglia, le coppie cambiano.
Quelli che sembrano essere i buoni diventano cattivi e viceversa.
L’asse portante (la colonna sulla quale poggia tutta la costruzione romanzesca) è un vecchio poliziotto che, ormai pronto per andare in pensione, scopre di aver preso un granchio quando, venti anni prima,  ha risolto un caso di omicidio, forse troppo velocemente.
Il passato ritorna e la verità si mostra essere tutt’altra.
Ed ogni tassello va a posto nel grande puzzle che l’autore ha saputo costruire così bene.
Adesso può cominciare l’attesa del prossimo libro di Joel Dicker.
Paolo Federici

 

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A mano disarmata

cara Federica

l’ho letto e mi sono vergognato: io non avrei avuto il coraggio che hai avuto tu.

L’ho letto e mi sono esaltato: c’è ancora speranza per questo nostro mondo disperato.

L’ho letto e mi sono preoccupato: l’unica certezza era che l’avevi scritto e quindi ci doveva essere un lieto fine

L’ho letto e mi sono commosso: la capacità di trasformare la realtà in un gioco era già stata raccontata nel film “la vita è bella”. E se là era arrivato il carroarmato, qui sono arrivati gli elicotteri.

L’ho letto e mi sono arrabbiato: la cattiveria umana è sempre troppa. Nonostante tutto, c’è ancora chi ti vuole infangare.

L’ho letto e mi sono entusiasmato: per la tua inventiva (il doppio registratore), per la tua perseveranza (stiamo parlando di più di quattro anni passati, praticamente, da reclusa), per la tua fiducia nella giustizia (quando anche qualcuno tra quelli che dovevano difenderti si mostrava “colluso”), per l’amore per i tuoi bambini (al giorno d’oggi è già dura tirarne su uno, figuriamoci tre), per l’appoggio di tuo marito (non so quanti avrebbero accettato di viverti accanto!), per l’affetto di tua madre (eh sì, la mamma è sempre la mamma).

L’ho letto e mi sono detto: anch’io! Anch’io NON abbasserò mai la testa. Anch’io sono “uno di noi” e siamo in tanti a credere nel futuro, a credere che un mondo migliore sia possibile, a voler lasciare qualcosa di bello in eredità ai nostri figli.

Alla fine una sola parola: grazie!

Paolo Federici

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Quelli del Ducato

la compagnia teatrale degli Arciallegri di Segrate racconta la storia del Ducato di Milano
(spettacolo rappresentato a Segrate domenica 6 maggio 2018)

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Legge elettorale?

come funziona: il Presidente della Repubblica sceglie il Presidente del Consiglio e lo incarica di formare il Governo.
Il Governo deve avere la fiducia sia dalla Camera che dal Senato.
Il Senato (diversamente dalla Camera) viene eletto su base regionale (come prevede la Costituzione).
Nell’eventualità di una legge maggioritaria (con premio di maggioranza e/o con ballottaggio) questa funzionerebbe su base nazionale (per la Camera) ma comporterebbe 21 premi di maggioranza e/o ballottaggi (regionali) per il Senato.
Bisognerebbe quindi PRIMA cambiare la Costituzione (abolendo il Senato …! Cosa che si era tentata di fare con il referendum del 4 dicembre 2016.).
Quindi una qualsiasi modifica della legge elettorale, se PRIMA non venisse modificata la Costituzione, NON potrebbe permettere alcuna maggioranza.
Proporre di “rivotare” e/o di “modificare la legge elettorale” … sono entrambe soluzioni che NON porteranno a niente.
Va aggiunto che l’eventuale PREMIO DI MAGGIORANZA non può essere applicato se non al raggiungimento del 40 per cento (la questione è già stata affrontata dalla Corte Costituzionale): siccome oggi come oggi nessuno ha il 40 per cento, il premio di maggioranza non entrerà mai in vigore.
Quindi bisogna arrivare a formare delle COALIZIONI di Governo da proporre agli elettori PRIMA del voto.
Tenendo presente che il PREMIO DI MAGGIORANZA andrà conteggiato a livello nazionale alla Camera e a livello regionale al Senato, avremo (per il Senato!) diverse possibilità:
– una coalizione raggiunge il 40 per cento in alcune regioni e in altre no (quindi nelle regioni “no” il premio di maggioranza non viene assegnato).
– una coalizione raggiunge il 40 per cento in alcune regioni mentre in altre la soglia viene raggiunta da un’altra coalizione! (ad esempio, il centrodestra nelle regioni del Nord, il moviento cinque stelle in quelle del Sud)
Torniamo dunque daccapo: bisognerebbe PRIMA cambiare la Costituzione (abolendo il Senato …! Cosa che si era tentata di fare con il referendum del 4 dicembre 2016.).
Paolo Federici
(grazie a Mich … per l’aiuto!)

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