(01) Qualche foto… del Tributo a Battisti a Segrate!

(tutte le foto sono di Tiziana Vimercati)

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(2) ancora foto…!

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(3) ancora foto…!

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(04) ancora foto…!

(tutte le foto sono di Tiziana Vimercati)

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Happy Voices a Segrate

la consegna della maglietta HHT

14 maggio:
Tributo a Battisti (al teatro Arturo Toscanini di Segrate)
In un teatro strapieno, finalmente dopo due anni di lockdown, si è svolto il concorso tanto atteso.
Alla fine i partecipanti erano sedici.
Ed ecco i vincitori
Al terzo posto Giusy Bivacqua con “Insieme”, poi ai primi due posti gli allievi della scuola di musica “Cinque Ottavi”.
Vince Kimberly Lazzari con “Mi ritorni in mente”.
Al secondo posto Riccardo Lori con “E penso a te”.
A consegnare i premi c’era Livia Achilli, assessore comunale.
Hanno presentato Barbara, Fabio e Paolo.
Alla regia Ugo Stella, tecnico del suono con funzione di direttore d’orchestra.
La serata è stata organizzata dagli Arciallegri di Segrate.
Oltre agli allievi della Cinque Ottavi, hanno aderito all’iniziativa anche i cantanti di altre tre scuole di musica: la Green Music, la Skel e la Musica Ventunesimo.
Un grazie anche agli Squinternati di Segrate che hanno arricchito la serata con interventi cabarettistici.
All’assessore è stata consegnata una maglietta della HHT (associazione dei pazienti di una particolare malattia rara).
E adesso stiamo già pensando al prossimo anno…

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io sono un pacifista

Io sono un pacifista.
Se sulla mia strada vedo due persone che si menano, cambio direzione.

Io sono un pacifista.
Se assisto ad uno stupro, mi allontano così non sento le grida.

Io sono un pacifista.
Se vedo un ladro entrare in casa del mio vicino, chiudo bene la mia porta ed alzo il volume della TV.

Io sono un pacifista.
Se mi rubano il portafoglio non faccio nessuna denuncia, anche se so chi sia il ladro.

Io sono un pacifista.
Se capita un incidente sotto i miei occhi, lascio che chi lo ha causato, passando col rosso, resti impunito.

Io sono un pacifista.
Se mai dovessi partecipare a miss Italia, dichiarerò che il mio più grande desiderio è la pace nel mondo.

Io sono un pacifista.
E vivo senza lode e senza infamia.
Fama di me il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia mi sdegna.
Non preoccupatevi per me: andate avanti per la vostra strada.

Paolo Federici

tre, due, uno… via con i commenti.
Che saranno di tre tipi:
Quelli di chi non capisce il sarcasmo, la satira, l’ironia…
Quelli di chi proverà a giustificare il suo pacifismo facendo degli inutili distinguo.
Quelli di chi sa che ho ragione, avendo descritto perfettamente il pacifista a tutto tondo.

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Le celebrazioni del 9 maggio, in Russia.

in un mio libro, scritto qualche anno fa insieme a Rudy Di Maggio, avevo immaginato un 9 maggio così (estratto da pagina 258):

Tre quarti di secolo dopo la fine del processo, nell’occasione del settantacinquesimo anniversario della fine della guerra, il 9 maggio del 2020, il Presidente della Russia appare in televisione per le celebrazioni della vittoria ed il suo discorso, ripreso da tutte le televisioni del mondo, è quanto di più inaspettato ci si potesse aspettare.
– Amici, compagni, donne e uomini liberi nella libera Russia, oggi vogliamo ricordare una pagina gloriosa della nostra storia. E per farlo nel migliore dei modi, ho deciso di togliere il segreto di Stato ad un documento finora sconosciuto. Le informazioni sul suo contenuto sono passate dalle mani di Stalin, capo supremo in carica al momento della conclusione della guerra, agli altri che hanno guidato il nostro Paese, prima di me. Penso a Chruscev, Breznev, Andropov, Gorbaciov, Yeltsin. Siamo, in tutto, meno di dieci persone e certamente abbiamo mantenuto il segreto come ci era stato richiesto.

in quel libro la rivelazione riguardava l’Operazione Chernobog (ah beh, per sapere di cosa si trattasse, dovete acquistare il libro… che si intitola proprio così: “OPERATSIYA CHERNOBOG“): chissà se Putin per il 9 maggio di quest’anno ha in mente qualcosa di simile! Non ci resta che aspettare, per sapere se mai ci avessi azzeccato (sbagliando solo l’anno!).

Paolo Federici

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Amori e dolori di Ludovico il Moro

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quousque tandem, Twitter…

mi si nota di più, se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?

Questa famosa domanda di Nanni Moretti (tratta dal film “Ecce Bombo”) oggi potrebbe essere riscritta così:

Mi si nota di più, se scrivo su un social contestando le fakenews o se non scrivo proprio?

In fondo, la cosa l’aveva già spiegata molto bene Giulio Andreotti: “una smentita è una notizia data due volte”

Cioè, se io contesto il contenuto di un post (su twitter o su altro social di discussione) mi ritrovo a fare da amplificatore e quel post che vorrei contestare verrà invece condiviso a manetta diventando il non plus ultra della comunicazione.

Lo diceva anche Goebbels: “Una bugia ripetuta dieci volte rimane una bugia, ripetuta diecimila volte diventa una verità”

Rispondendo ad una qualche falsa affermazione (e sui social le falsità spopolano alla grande essendo cert