L’ultima volontà

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mi è sempre piaciuta l’ucronia (una visione “alternativa” della storia).
Normalmente i libri “ucronici” rientrano nella fantascienza, ma Perrone riesce, con questo suo romanzo, a non far pesare questa ucronia latente ma rende plausibile e credibile la storia che ci racconta.
In fondo come possiamo sapere quale sia davvero la verità?
Oggi siamo bombardati da notizie diverse e contrastanti ed instillare il dubbio diventa fin troppo facile.
Il passato torna a galla dopo anni, quando ormai tutto sembrava dimenticato.
C’è chi vuole riaprire il caso (Annibale Canessa, colonnello dei Carabinieri … ormai pensionato ma sempre all’erta!) e chi invece cerca in ogni modo di eliminare i testimoni scomodi, ancora in vita.
Un gioco di ruolo che terminerà con la più ovvia delle soluzioni: Annibale Canessa risolve il caso e, seppur dopo qualche decennio, la verità finalmente trionfa.
Non senza aver lasciato sangue e morti lungo la strada.
Devo dire che mi è piaciuto davvero tanto, non solo perché per un intero week end sono rimasto incollato alle pagine, ma anche perché adesso so cosa leggere nei prossimi giorni: gli altri libri di Perrone, con lo stesso protagonista!
Paolo Federici

aggiornamento: come promesso, ho letto gli altri due libri che vedono Annibale Canessa come protagonista

a questo punto posso solo consigliare vivamente questa trilogia: aver cominciato dall’ultimo (l’ultima volontà) per finire leggendo il primo (la seconda vita di Annibale Canessa) mi ha un po’ mandato in confusione, ma alla fine un dieci e lode è il voto più giusto che mi sento di dare ai tre libri.

Se proprio devo scegliere il migliore, direi che è stato un crescendo: quindi l’ultimo!

 

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il mondo dei “social”

dovevano unire le persone, creare empatia, permettere di confrontarsi sui più svariati argomenti, avere scambi di vedute, allargare le conoscenze, accorciare le distanze …
Dopo pochi anni, se tiriamo le somme, i “social” hanno creato solo divisioni, discussioni, controversie, battibecchi, alterchi, liti … e odio, tanto odio!
Troppo odio.
Fatemi un esempio di qualcuno che abbia cambiato idea grazie ai “social”.
Non ve ne viene in mente nessuno vero?
Ognuno di noi è rimasto avvinghiato alla sua opinione, denigrando chi la pensasse diversamente, incapace di “mettersi” nei panni dell’altro per capire il suo pensiero.
C’è però chi si è avvalso di questa crescita esponenziale dell’odio: è chi ne ha fatto una bandiera di battaglia.
Sono stato sospeso per un mese da twitter per aver scritto “ama il prossimo tuo”.
Qualcuno deve avermi “segnalato” per questa affermazione così caustica ed il “social” mi ha bannato.
Accusandomi di aver violato le regole di twitter!
Ehi, ma se fai così allora mi fai arrabbiare: ecco che quel sentimento di odio che ho cercato di combattere in tutti i modi lo sento invece montare in me!
Beh, sono ancora un uomo libero: posso cancellarmi dai social (addio facebook, addio twitter …) continuando ad essere minoranza.
Anche se non so spiegarmi il perché di questo odio in continuo aumento.
Certo che è proprio un brutto mondo.
Avevano ragione i latini che dicevano: “mala tempora currunt”
E, siccome al peggio non c’è limite, la frase continuava con: “sed peiora parantur”
Insomma, non ci resta più niente in cui credere, nemmeno nel futuro.
O forse sì, possiamo sperare nelle nuove generazioni.
Almeno, io ci spero!
E voi?
Paolo Federici

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Caccia al tesoro “fotografica”

Caccia al tesoro

Le sette meraviglie di Segrate

Un viaggio fotografico tra i quartieri

Sabato , 7 Settembre 2019

(durante la festa cittadina di Segrate)

dalle ore 14.30 alle ore 17.30

Finalità: l’attività in oggetto consiste nel coinvolgimento dei cittadini In occasione della festa cittadina annuale all’interno di un’attività ludica finalizzata a promuovere la conoscenza dei luoghi di Segrate per stimolare il contatto con il territorio e la socializzazione tra gli abitanti

Destinatari: tutti i cittadini maggiorenni e partecipanti alla festa cittadina di Segrate

Metodologia: i cittadini saranno suddivisi in squadre di 4 persone. Ogni squadra nominerà Il caposquadra. L’attività ha inizio con la consegna a ciascuna squadra di una foto di uno scorcio/veduta di uno dei quartieri/frazioni della città, che la squadra dovrà essere in grado di identificare. Una volta individuato il luogo, la squadra dovrà scattare una fotografia il più possibile simile a quella loro fornita e, a riprova che il luogo sia stato effettivamente individuato, nell’immagine dovrà comparire Il caposquadra. La fotografia in formato digitale (tramite smartphone tablet scheda HD) dovrà essere consegnata al punto di partenza dove sarà verificata l’esattezza del luogo individuato. Se tutto corrisponde, verrà consegnata una seconda busta contenente altra immagine di un altro luogo appartenente a un altro quartiere di Segrate e così via fino a coprire tutti o quasi tutti i quartieri della città: Centroparco  – Lavanderie – Milano 2 – Redecesio – Rovagnasco – Segrate Centro – Villaggio Ambrosiano

Giuria: la giuria sarà composta da un numero dispari di membri (3, 5 o 7) scelti dall’associazione organizzatrice, con facoltà per il Comune di nominare qualche suo rappresentante.

Punteggio: per ogni foto valida consegnata, la squadra si aggiudicherà 3 punti. Se nella foto appare una bicicletta (bonus ecologia) il valore sarà di 5 punti. La squadra che consegnerà per prima la settima fotografia otterrà 20 punti, la seconda 18, la terza 16 e così via. La giuria potrà assegnare un extra di 3 punti (bonus arte) per la fotografia ritenuta artisticamente più bella (una per ogni quartiere).

Tempi: l’iniziativa si svolge nel pomeriggio di sabato 7 settembre 2019, per un totale di 3 ore dalle 14:30 alle 17:30. Subito dopo avrà luogo la premiazione!

Premiazione: la squadra che totalizzerà il punteggio migliore entro il tempo massimo fissato sarà la vincente. Il premio consiste in buoni per € 200 da spendere all’Esselunga, praticamente € 50 a testa per la squadra di quattro elementi.

Iscrizioni: le iscrizioni devono essere fatte entro il venerdì 6 settembre 2019, alle ore 17:00 scrivendo all’indirizzo mail paolofederici@paolofederici.it ed indicando il “nome” della squadra e quello del caposquadra (e, possibilmente, un numero di whatsapp).

La squadra dovrà presentarsi al gazebo degli “Arciallegri” entro le ore 14.30 di sabato 7 settembre 2019.

Qualora la squadra si presentasse più tardi, potrà comunque partecipare alla caccia al tesoro ma, ovviamente, partirà in ritardo rispetto agli altri!

La gara terminerà tassativamente alle ore 17.30 di sabato 7 settembre 2019.

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Aumenta l’IVA? Chissenefrega!

mi hanno “speronato” l’auto, di notte. L’ho trovata con la fiancata distrutta. Chi paga? Io, naturalmente! L’auto ha 15 anni quindi non vale la pensa pensarci troppo per farla riparare. Il carrozziere mi dice: “ci vorranno 2500 euro, però se usiamo due portiere prese dal demolitore, te la cavi con 1500”.
Ok, va bene.
Finisce il lavoro e passo a pagare: “mi hai preparato la fattura?”
“Come, vuoi la fattura? Ma me lo dovevi dire!”
“Beh, l’auto è un’auto aziendale. Certo che voglio la fattura. E comunque la vorrei anche se fosse un’auto privata”
“Ma allora ci devo mettere l’IVA”
E già qui, non ci siamo: perché quando mi fanno un preventivo, non mi dicono mai che … poi ci sarà l’IVA da pagare?
“Va bene. Aggiungi l’IVA”
“Però non posso fare la fattura per le portiere che ho preso dal demolitore, perché il demolitore mica fa le fatture!”
“Come, il demolitore non fa le fatture?”
“No, nessuno demolitore, in Italia, fa mai la fattura!”
“E quindi?”
“Beh, 800 più IVA, che riguardano la manodopera, te li fatturo. Gli altri 700 me li devi dare in nero!”
Chiamo un muratore per fare alcuni lavori in casa.
Mi dice: “per fare tutto quello che vuole lei, ci vorranno 7.000 euro!”
“Però! E mi fa la fattura, vero?”
“Fattura? Ma perché vuole pagare l’IVA? Perché io posso anche fargliela la fattura, ma allora lei mi deve pagare 8.540 euro (7.000 più il 22 per cento) e non 7.000. Chi glielo fa fare di sborsare più di 1.500 euro senza motivo?”
Però il problema, in Italia, sono gli immigrati!
Paolo Federici

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Matusalem, il BTP al 2,80 %

Matusalem, il BTP al 2,80 per cento!
Lo schema Ponzi gli fa un baffo!
Non sapete cosa fosse lo schema Ponzi?
Peccato.
Comunque, non bisogna essere dei matematici eccelsi per capire che se io CONSEGNO 100.000 euro a chi emette un BTP al 2,80 per cento con scadenza a 50 anni, significa che:
il primo anno prendo 2.800 euro
il secondo anno prendo 2.800 euro
il terzo anno …
Sapete dopo quante tempo avrò semplicemente ripreso i miei 100.000 euro?
Dopo 35 anni!
Quindi, solo dopo 35 anni … comincerò a guadagnare.
Ammesso e non concesso che chi ha emesso il BTP sia ancora in grado di onorare il suo debito!
Torniamo alla schema Ponzi?
C’era una volta … un certo signor Ponzi che prometteva interessi esagerati.
Finanche del 20 per cento.
Tu gli davi 100.000 dollari e lui dopo il primo anno te ne rendeva 20.000. Dopo il secondo anno altri 20.000. E così via. Il giochino non si esauriva dopo il 5 anno (quando il signor Ponzi non aveva ancora tirato fuori un solo dollaro, ma ti aveva restituito i tuoi 100.000 dell’investimento iniziale!), perché nel frattempo i partecipanti al “gioco” erano aumentati. Quindi gli incassi arrivati grazie ai “nuovi” adepti, venivano usati per pagare gli interessi ai “vecchi”.
Solo che la crescita non poteva essere esponenziale all’infinito e dopo una decina d’anni il castello di carte crollava.
Certo, i primi “investitori” avevano guadagnato, ma le migliaia di investitori “successivi” ci avevano invece rimesso alla grande.
Promettendo il 20 per cento di interessi, il castello crollava dopo una decina di anni.
Mi pare logico che promettendo il 2,80 per cento di interessi, il castello crollerà fra una cinquantina di anni!
Ma noi non ci saremo … (come cantava Francesco Guccini).
Però qualcuno pagherà, eccome se pagherà.
Paolo Federici

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Facebook & Twitter

da Facebook … mi sono cancellato ormai da diversi giorni.

Su Twitter non riesco più a entrare!

Finalmente sono LIBERO!

Paolo

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Il tempo dell’ipocrisia

Per chi ancora non lo conoscesse, Petros Markaris è il Camilleri greco. Il suo commissario si chiama Kostas Charitos e, come Montalbano, ama la buona cucina. Questo è il suo ultimo libro.

Markaris_Iltempodellipocrisia.jpg

Se la situazione economica si fa sempre più tragica, il risultato è che a pagarne le conseguenze sono i soliti poveracci.
Mentre, magari, i ricchi riescono ad incrementare le loro ricchezze.
Quando uno Stato ti permette di licenziare i cinquantenni che prendono millecinquecento euro al mese, per sostituirli con ventenni ai quali puoi darne trecento … non ci vuole un genio per capire chi ci stia guadagnando e chi, invece, perdendo.
Se poi i nuovi assunti vengono calcolati nelle statistiche che vogliono dimostrare una riduzione della disoccupazione, siamo davvero al massimo dell’ipocrisia.
In fondo, lo sappiamo: la statistica è quella scienza per cui se io mangio un pollo e tu digiuni, abbiamo mangiato mezzo pollo a testa.
Se poi chi guadagna millecinquecento euro viene “calcolato” come chi ne guadagna solo trecento, ecco che la statistica non ha più niente di scientifico.
Il titolo è chiaro: il tempo dell’ipocrisia.
È proprio il tempo nel quale viviamo.
È ambientato in Grecia, ma potrebbe benissimo raccontare una storia italiana.
Fior di aziende che evadono le tasse grazie a sedi offshore, magari nelle Cayman, costringono lo Stato a ridurre le pensioni, a fare tagli alla sanità ed alla scuola.
Cosa può fare un cinquantenne disoccupato? Lavoro non ne trova, soldi da parte non ne ha, la pensione arriverà, forse, fra più di dieci anni … e intanto?
Non resta che far torto o patirlo (no, questa citazione non c’è in questo libro. È del Manzoni, ma torna certo a fagiolo).
No, tranquilli: non vi rivelo il finale.
Ma il consiglio di leggerlo, quello sì che ve lo do.
Forse vi aiuterà a capire chi siano i veri nemici (non certo quei poveri disgraziati che arrivano sui barconi!).
Buona lettura
Paolo Federici

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