La storia infinita

scritta (da Tiziana!) il 23 Novembre 2022

mentre è in coda all’UFFICIO IMMIGRAZIONE DELLA QUESTURA DI MILANO    

28/03/2022

Arriva a casa nostra Tamara, una donna ucraina di 45 anni fuggita dalla guerra.

Ha passato la frontiera tra Ucraina e Polonia in data 23/03/2022, ma senza passaporto, solo con un documento d’identità tipo la nostra carta d’identità elettronica, quindi non ha ottenuto nessun timbro o documento attestante la data d’entrata in UE. Arriva in Polonia con un treno umanitario da Zaporizhzhya dopo più di 24 ore di viaggio con due zainetti e una cagnolina.

29/03/2022

Come famiglia ospitante ci attiviamo immediatamente per l’iscrizione di Tamara al S.S.N. in modo che possa essere visitata da un medico ufficiale e ottenere il numero di STP che equivale alla nostra “tessera sanitaria” .

Con questo STP potrà accedere alla vaccinazione anti-covid che Tamara non ha mai fatto.

Abbiamo l’appuntamento dopo circa sette giorni.

Il sito della Regione Lombardia dice che la visita medica deve essere fatta entro 48 ore dall’arrivo in Italia. Comunque dopo 7 giorni andiamo nell’ospedale segnalato e viene fatta la visita medica: tutto OK. Abbiamo il numero di STP e procediamo per fissare la vaccinazione.

29/03/2022 stesso giorno

Vado nel mio Comune di residenza e chiedo la “Dichiarazione di ospitalità” ovvero un documento che attesta che io sto ospitando a casa mia una persona ucraina, cioè una persona extra-comunitaria e quindi la mia residenza diventa anche il domicilio temporaneo di Tamara, ottengo questo documento senza problemi, ma mi viene detto che ora Tamara deve recarsi in Questura o a un commissariato di P.S. di zona a richiedere la “DICHIARAZIONE DI PRESENZA” .

Immediatamente mi reco con Tamara (che parla solo russo e un po’ di inglese con il quale riusciamo a comunicare sufficientemente) e tutti i suoi documenti in Commissariato, ma ci viene rifiutata la richiesta perché non è possibile comprovare  la data di entrata nella UE. Il problema è che se fosse già in UE prima del 22/02/2022, data dell’inizio della guerra russo-ucraina,  Tamara non ha diritto ad essere accolta come rifugiata e beneficiare dei contributi e soprattutto del rilascio del permesso di soggiorno temporaneo. Praticamente si parte del principio che la richiesta sia un escamotage non troppo legale per regolarizzare persone che sono illegalmente in Italia da prima  dell’inizio della guerra. Cioè si considera la malafede in attesa di provare la buonafede …..

Ci dicono che Tamara, non avendo il passaporto, deve recarsi al Consolato Ucraino e richiedere un documento d’identità sostitutivo, meglio se indica anche la data di entrata in UE.

Inizi di Aprile 2022

Ci rechiamo al Consolato (che si trova dalla parte opposta della città, ma ci va bene perché in fila c’è gente che arriva da altre province e anche dal Piemonte)  e dopo  OTTO ore di coda Tamara, solo lei, viene ricevuta ed esce senza il documento richiesto perché non possono dichiarare che è entrata in UE dopo l’inizio della guerra.

Dopo qualche giorno, ritorniamo in Commissariato e ci ripetono che senza la dichiarazione consolare non possono rilasciare la dichiarazione di presenza.

Altri pochi giorni e ritorniamo al Consolato Ucraino e dopo altre 8 ore di coda, Tamara ottiene il documento d’identità sostitutivo senza data di d’entrata. Ci ripresentiamo in Commissariato e questa volta, senza che venga controllata la certificazione consolare, ci rilasciano la Dichiarazione di Presenza! Ma non ci danno ulteriori indicazioni.

Riusciamo a farla vaccinare sia prima che seconda dose, nonostante Tamara fosse molto restia.  Riesco anche a farla visitare da una ginecologa di un Consultorio Famigliare che riscontra dei problemi per i quali prescrive degli esami clinici. Contatto gli ospedali per prenotare le visite, ma scopro che il suo STP è valido solo per la vaccinazione. Per avere la tessera sanitaria deve prima ottenere il Permesso di Soggiorno temporaneo che si richiede in Questura presso l’Ufficio Immigrazione. Provo a chiamare per diversi giorni l’ Ufficio Immigrazione senza riuscire mai a parlare con nessuno, nessuna risposta.

Mi consulto con altre persone, come me ospitanti di persone rifugiate e che, come me, sono lasciate a sé stesse a intraprendere una dura lotta contro la burocrazia e la mancanza di informazioni.  Così vengo a conoscenza dell’esistenza di un numero del Comune di Milano a supporto dei rifugiati ucraini. Chiamo e mi confermano che sia necessario recarsi in Questura, ma bisogna chiedere un appuntamento via PEC e avere tanta PAZIENZA.

INTANTO È ARRIVATO MAGGIO

19/05/2022

Apro una casella PEC a mio nome e invio la richiesta di appuntamento all’Ufficio Immigrazioni per ottenere il Permesso di Soggiorno temporaneo per Tamara

27/05/2022

Ricevo conferma di appuntamento per il 21/07/2022

21/07/2022

Siamo impossibilitati ad accompagnare Tamara all’appuntamento per motivi di salute (Covid in famiglia)

22/07/2022

Richiedo via PEC un nuovo appuntamento

12/07/2022

Ricevo nuovo appuntamento per il 25/08/2022

25/08/2022

Andiamo all’appuntamento in orario, ma dobbiamo aspettare più di 3 ore prima che arrivi il nostro turno (avevamo ca 30 numeri prima del nostro). In uno stanzone dove c’era il Mondo nel senso che era affollatissimo di persone di ogni etnia e nazionalità, ci sono 15 / 17 sportelli, quelli dedicati all’Ucraina sono 4 di cui funzionante solo 1.

Dopo lunga attesa noto che la coda si snellisce più velocemente perché molte chiamate vanno a vuoto, forse non tutti hanno la “pazienza” richiesta.

Finalmente tocca a Tamara, io l’affianco per la comunicazione (ripeto che con Tamara ci capiamo in inglese). L’impiegato allo sportello controlla i documenti, ma non vanno bene perché la Dichiarazione Consolare non è stata legalizzata. Cado dalle nuvole perché nessuno ci aveva parlato di legalizzazione del documento. Nella PEC inviata per l’appuntamento, avevo specificato quali documenti avevamo in nostro possesso, ma nella risposta ricevuta non c’era alcun cenno riguardo l’obbligo della legalizzazione.

Così allo sportello apprendo che dobbiamo andare in Prefettura con marca da bollo da € 16,00 e richiedere il timbro di legalizzazione. Inoltre scopriamo che Tamara non avrà mai il Permesso di Soggiorno temporaneo sempre perché manca l’evidenza della data di entrata in UE. Non basta un’autocertificazione!

APRO PARENTESI

In aprile abbiamo tentato di avere dalla Polonia una dichiarazione scritta che confermi la data d’entrata in UE di Tamara tramite l’aiuto dei volontari del campo di raccolta profughi polacco che ha accolto Tamara in UE (in data 23/03). Ma ai volontari è stato detto che solo la diretta interessata poteva fare richiesta. Una gentilissima volontaria mi ha fatto avere il testo in polacco da inviare per e-mail all’ufficio di frontiera d’entrata in Polonia con la richiesta della dichiarazione, ho copia-incollato su e-mail e spedito.

Dopo diversi giorni mi rispondono che la Polizia di Frontiera polacca non rilasciava via e-mail questo tipo di certificazioni. Naturalmente il messaggio è in polacco e grazie a Google Translator sono riuscita a tradurlo

CHIUDO PARENTESI

Chiedo allora cosa possa mai fare questa donna ucraina per essere regolarizzata in Italia e non passare per clandestina. Mi rispondono che può richiedere un permesso speciale per rifugiati di guerra rivolgendoci a un altro sportello dello stesso Ufficio Immigrazione anche senza appuntamento ma non subito, prima bisogna far legalizzare il Certificato Consolare.

Uscite dalla Questura ci precipitiamo in Prefettura per la legalizzazione, ma anche per questa occorre un appuntamento da prendere via e-mail sul sito ufficiale della Prefettura. A casa mi collego al sito e ottengo l’appuntamento per il giorno 14/09/2022 ore 10.45

14/09/2022

Puntuali alle ore 10.45 siamo all’ufficio preposto della Prefettura, ritirano tutti i documenti necessari e ci invitano a ripresentarci tra le 12.30 e le 13.30 per ritirare il documento legalizzato. Così per l’una abbiamo la Dichiarazione Consolare legalizzata. Stesso giorno, per scrupolo, invio un’altra PEC in Questura chiedendo appuntamento per la richiesta del permesso speciale.

23/09/2022

Ricevo risposta via PEC dalla Questura che conferma NON sia necessario prendere appuntamento ma di presentarci direttamente agli sportelli dell’Ufficio Immigrazione negli orari di apertura con tutta la documentazione idonea.

04/10/2022

Riesco a ritornare in Questura con Tamara. Altro ufficio, altro stanzone affollato, 4 sportelli di cui ben 3 aperti, circa 60 numeri prima del nostro.

Mi rendo conto che sono l’unica italiana presente. Mi riarmo di pazienza come tutti e aspetto.

A un certo punto tutti gli impiegati (che sono dei poliziotti) dietro gli sportelli spariscono per almeno 15 minuti. Mi introduco nel retro degli sportelli (forte del fatto che non potranno mai espellermi dal mio Paese) per capire cosa sia successo e sembra che si festeggi la nascita del figlio di un impiegato…legittimo, ma in sala c’è almeno un centinaio di persone che aspettano da ore.

Sono un po’ indispettita per questo vuoto degli sportelli anche quando dopo svariati minuti tornano solo due impiegati e solo uno assiste il signore rimasto smarrito davanti allo sportello vuoto dopo che è stato chiamato il suo numero, l’altro sta lavorando al computer. Forte del fatto che sono l’unica italiana e già sfinita da 2 ore di attesa, mi avvicino allo sportello chiedendo la conferma di essere nell’ufficio giusto per la richiesta del permesso speciale. Mi risponde che il posto è giusto, ma oggi mi sarà data solo la data dell’appuntamento per presentare la richiesta. Ho un sussulto e mostro la PEC ricevuta da loro dove chiaramente è scritto che non è necessario l’appuntamento. Mi risponde che il messaggio non è così chiaro…. E comunque ci vuole l’appuntamento.

Mi altero, Tamara scoppia a piangere… faccio fermamente presente che non possiamo perdere tutta la giornata in fila per richiedere un appuntamento e che ormai tutti i documenti fatti da marzo stanno scadendo. Forse perché sono italiana, forse perché mi sto proprio “incazzando”, forse mosso a compassione delle lacrime di Tamara, l’impiegato prende i documenti e li controlla, sembra che vadano tutti bene, ma dobbiamo comunque prendere l’appuntamento.

Dice che eccezionalmente me lo può dare lui senza farci aspettare il nostro turno e comunque non ci sono date libere fino a marzo 2023. Altro sussulto… Dico che non è ammissibile, non è possibile, noi vogliamo regolarizzare Tamara, darle la possibilità di lavorare e di curarsi. Il signore aldilà dello sportello ha l’infelice idea di chiedermi che cosa abbiamo fatto in tutto questo tempo da quando Tamara è arrivata. Cosa abbiamo fatto??? Sento che mi si alza il tono della voce e gli racconto di 8 + 8 ore di fila davanti al Consolato,, degli appuntamenti dati dopo più di tre mesi dalla richiesta, le ore di attesa fatte nei vari uffici sparsi per la città, le informazioni incomplete date a pezzetti e bocconi… Allora si attiva e smanettando sul PC otteniamo un appuntamento per il 23/11/2022…molto meglio che marzo, ma ci tocca ritornare.

Accettiamo e usciamo senza permesso speciale ma con un nuovo appuntamento al quale dobbiamo presentarci con tutti i documenti controllati più una marca da bollo di € 16,00 più un pagamento tramite bollettino postale di € 80,46. Quindi se aggiungiamo l’altra marca da bollo per la legalizzazione, vuol dire che per una rifugiata di guerra ucraina che non può lavorare, essere regolarizzata in Italia costa più di 100,00 euro

23/11/2022 OGGI

Siamo arrivate all’Ufficio Immigrazione della Questura alle ore 10.30, l’appuntamento è alle 12.00. Ci viene dato il numero 84 stanno gestendo il numero 30. Stanzone stipato da persone di ogni continente conosciuto. Ci sediamo e aspettiamo con pazienza, decido che, per ingannare il tempo , scriverò la cronistoria di questa avventura tra la burocrazia italiana.

Assisto a una scenata tra un poliziotto e una immigrata sudamericana: lei insiste che i documenti richiesti ci sono tutti, lui dice che non sono sufficienti, lei insiste di più, lui le urla in faccia che deve smettere di insistere e visto che ha alzato la voce non le danno quello che le serve e deve richiedere un altro appuntamento e la caccia via! Assisto a vari fatti del genere dove gli impiegati trattano con maleducazione e arroganza chi si presenta agli sportelli (tutti stranieri). Ho appena sentito dire da dietro uno sportello: “Non hai portato questo documento in originale? Cazzi tuoi! Prendi un altro appuntamento e ritorni”

Ora sono le 14.20, sono più di tre ore che siamo qui. Al momento è aperto uno sportello solo e sta gestendo il nr 63. Abbiamo ancora 21numeri prima del nostro, non abbiamo mangiato niente, ma speriamo che per Tamara andrà tutto a buon fine.

Ore 16.30

Finalmente tocca a noi!

Allo sportello l’impiegato ritira tutti i documenti, il pagamento di € 80,46, la marca da bollo di € 16,00, le foto tessera e inizia a digitare sul computer. Tamara deve compilare un modulo firmarne altre due, lasciare le impronte digitali dei due indici e dopo svariati minuti ci viene consegnato un foglio con attaccato un talloncino con la foto  e le generalità di Tamara e un timbro: questo è il permesso speciale provvisorio.

Sul retro del foglio sono riportate ancora le generalità di Tamara e la data di un altro appuntamento.

Tamara dovrà presentarsi in questo ufficio il giorno 22/01/2023 alle ore 08.00 per sapere se la sua richiesta di permesso di soggiorno è stata accettata dalla Commissione.

Praticamente la Storia Infinita di Tamara continua…

Scopro che questo tagliando rende la presenza di Tamara in Italia regolare, ma non le dà la possibilità di avere un lavoro né di avere il diritto all’assistenza sanitaria.

Inoltre con quel foglio dobbiamo andare in un altro ufficio al piano di sotto dove Tamara lascerà le impronte digitali di tutte le dita.

Ci indica di recarci allo sportello 7 per questo. Lo sportello 7 è chiuso, chiedo a un poliziotto che è seduto allo sportello 5 cosa dobbiamo fare e ci ridà un altro numero per fare la fila per entrare dove prendono le impronte digitali.

Questa volta davanti a noi abbiamo “solo” 10 persone.

Durante quest’altra attesa Tamara si accorge che sul foglio del prossimo appuntamento è stato indicato come Paese di nascita Nigeria invece di Ucraina!!! Ridiamo per non piangere. Chiedo ancora allo sportello 5 cosa dobbiamo fare e mi dice che dobbiamo ritornare al piano di sopra per farlo correggere. Ormai è il turno di Tamara per le impronte digitali, l’operazione dura pochi minuti e poi di corsa verso lo sportello per la correzione.

Nello stanzone ormai non c’è più nessuno, ma dietro agli sportelli ci sono ancora degli impiegati. Chiedo la correzione, ridono anche loro per l’errore, con una biro cancellano Nigeria e scrivono a mano Ucraina…(allora povero farlo anch’io) Mi confermano che così è sufficiente perché quel che vale è la data dell’appuntamento a cui Tamara non può proprio mancare.

Provo a chiedere quali possano essere le motivazioni e le probabilità che a Tamara sia rifiutato il rilascio del permesso di soggiorno e mi rispondono che siccome lei è ucraina, la richiesta sarà accettata al 100%.

Con questa rosea speranza usciamo velocemente dalla Questura che sono ormai le 17.20.

Fuori è quasi buio, il freddo autunnale non è poi così mordente, andiamo a prendere la metro per tornare finalmente a casa .

La giornata è finita, Tamara e io abbiamo la sensazione di essere riuscite a fare un passo avanti, ma ancora non siamo arrivate alla meta.

TO BE CONTINUED…

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Evviva l’evasione!

ormai mi ero abituato a non dover più portare soldi in tasca: perfino per il carrello del supermercato ho il gettone attaccato al porta chiavi!
Qualunque cosa anche di poco costo (biglietto della metro, caffè, giornale, gelato…) la pagavo con la carta di credito.
Da tempo non avevo più banconote nel portafoglio.
E adesso?
Se vado al bar, il barista può rifiutarsi di accettare la carta di credito.
Se vado all’edicola, il giornalaio può rifiutarsi di accettare la carta di credito.
Se devo comprare la pizza da portare a casa, il pizzaiolo può rifiutarsi di accettare la carta di credito.
Ma perché?
Mi chiedo…
Ma come, se vado all’estero (nei paesi più civilizzati) il denaro è praticamente sparito.
Qui da noi invece abbiamo deciso di tornare indietro.
Hanno appena derubato un mio amico ristoratore perché stava tornando a casa con l’incasso in contanti (quella parte di incasso di chi ancora usa le banconote!).
Se nessuno pagasse più in contanti, anche i negozianti non sarebbero più nel mirino dei ladri.
Sapendo che nessuno ha i contanti, cosa ti rubano?
Ma se un negozio ha il POS (che deve avere per i pagamenti superiori ai 30 euro!) per quale motivo dovrebbe essere avvantaggiato dal rifiutarsi di accettare pagamenti inferiori ai 30 euro?
Mi sembra chiara la volontà del Governo: rottamare le cartelle esattoriali (alla faccia di chi le cartelle le ha pagate!), aumentare il contante da poter far girare in nero senza controllo, fare una politica basata sui condoni e sui sussidi fa sì che l’evasione fiscale possa tornare a crescere.
Alla faccia di chi era riuscito a farla calare.
Evidentemente agli italiani va bene così e quello sbagliato sono io.
Me ne farò una ragione.
Paolo Federici

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l’INPS risponde… subito (o quasi!)

il 29 agosto 2022 l’INPS mi scrive:
Gentile PAOLO FEDERICI, in merito alla sua richiesta di accredito del servizio di leva con Protocollo n. * le comunichiamo che la stessa non può essere accolta per il seguente motivo: avendo fatto richiesta nel 2015 del foglio matricolare al ministero ed all’assicurato e non avendo avuto alcuna risposta si respinge. Accedendo al Portale INPS potrà stampare una copia del provvedimento che le è stato inviato con posta ordinaria.

cioè, in pratica dopo 7 anni da quando avevo fatto la domanda, si accorgono che la domanda non può essere accettata perché la Marina Militare non ha mai risposto alla loro richiesta del foglio matricolare (necessario per conteggiare, ai fini pensionistici, anche il perodo di leva!)

Al che mi metto in moto.
Parlare con l’INPS è impossibile.
Bisogna andare sul sito, con lo SPID, scrivere quello che si chiede e poi aspettare
Gli scrivo:

Fatemi capire
Mi rispondete dopo 7 anni?
Dopo che vi ho inviato tutto quanti richiesto?
Che dire: complimenti.
(cioè il Ministero NON vi risponde e quindi, dopo sette anni, la mia domanda viene respinta! Ed io cosa dovrei fare, andare al Ministero a ribaltare qualche scrivania e dare la sveglia a chi si è addormentato sulla mia pratica? Ed il bello è che neanche vi vergognate, tanto voi a fine mese lo stipendio lo prendete comunque.)

Intanto scrivo alla Marina Militare chiedendo l’attestazione del periodo di leva svolto.

Mi rimandano da un ufficio all’altro, però almeno si danno da fare.

il 1 settembre 2022 la MARINA MILITARE mi scrive:
Gentile signor Federici,
stiamo trasmettendo la sua pratica alla Divisione Documentazione Marina, che – crediamo e speriamo – non ci metterà altri 7 anni a rispondere.
Certo che, però, anche l’INPS se ne è ricordata presto…!

il 2 settembre mi arriva la risposta dell’INPS:
prima di respingere la pratica si è cercato più volte di contattarla senza riuscirci.
Nella respinta infatti diciamo che non abbiamo avuto risposta in merito né dal Ministero né dall’interessato.
Inviando il foglio di congedo matricolare anche con una email a contoindividuale.milanoest@inps.it la pratica viene riesaminata.
Distinti saluti

Ovviamente non è possibile rispondere a questa mail.
Ovviamente non è vero che non potevano contattarmi, visto che la mail ad agosto di quest’anno me l’hanno mandata.
Visto che nel mio profilo INPS è inserito anche il mio indirizzo ed il mio numero di cellulare!
Comunque, se voglio scrivere all’INPS devo rifare tutta la prassi: bisogna andare sul sito, con lo SPID, scrivere quello che si chiede e poi aspettare.

Mi armo di pazienza e ricontatto l’INPS chiedendo un appuntamento telefonico.
Finalmente parlo con un essere umano.

Mi dice di rimandare la certificazione della Marina Militare (quando la riceverò) ad una certa mail certificata…

La MARINA MILITARE impiega un po’ a trovare la mia documentazione anche perché sono passati quasi 50 anni da allora… però riescono ad ottenere il certificato.

Lo mando all’INPS… e finalmente mi rispondono:

Buongiorno,
le comunichiamo che il periodo di servizio militare dal 12/10/1972 al 20/12/1974 – presente sulla sua posizione assicurativa dal 16/01/2017 – è già stato considerato nel ricalcolo della pensione effettuato in data 03/10/2017 (ricalcolo effettuato per trasformazione della pensione da provvisoria a definitiva).
Distinti saluti

cioè… un ufficio INPS mi aveva comunicato (nel 2022!) che mancava un documento per conteggiare nella pensione il periodo di leva e, dopo che mi sono sbattuto per averlo, un altro ufficio INPS mi dice che lo avevano già avuto e già conteggiato fin dal 2017!

La mano destra non sa quello che fa la sinistra.
Chiamasi “burocrazia”
Paolo Federici

(p.s.: scartabellando a fondo tra i documenti che ho in casa ho ritrovato una mia lettera del 2016 inviata all’INPS con allegato il foglio matricolare! Quindi alla loro richiesta era stato risposto, già da diversi anni, sia da me che dalla Marina Militare!)

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Sempre più in alto.

Normalmente ai libri di Guillaume Musso do il massimo dei voti.
Questa volta è diverso: mi servirebbe un voto ancora superiore.
Storie che si intrecciano, si incastrano una sull’altra, verità che si trasfigurano passando da un capitolo all’altro.
Casualità che assumono aspetti contrastanti: tutto ha una sua logica, una sua ragione di essere.
I colpi di scena sono all’ordine del giorno.
Quando credi di aver capito tutto, come in un gioco di prestigio, il mago (in questo caso, lo scrittore) cambia le carte in tavola lasciandoti piacevolmente stupefatto.
Un Alexandre Dumas moderno, l’autore ci riporta al comportamento ed alla morale dei moschettieri.
Un romanzo che si snoda tra Parigi e Venezia, quasi una gara tra quale delle due sia la città migliore.
Nonostante l’autore sia francese, credo proprio che non ci sia partita.
La verità è lì, davanti ai vostri occhi, fin dall’inizio eppure bisogna cadere nella trappola tesa dall’autore per capirlo, ma solo alla fine.
Buona lettura.
Paolo Federici

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Quando la fantapolitica diventa arte!

Operazione Kazan
ho letto (velocissimamente!) questo libro di Vicente Valles.
Sicuramente ne faranno un film: di quelli con gli agenti segreti, il mondo da salvare, i buoni ed i cattivi.
Ed anche se la guerra di spie è tra Russia e Stati Uniti, al centro della storia (per un evidente campanilismo dell’autore!) ci sono i servizi segreti spagnoli.
Un progetto ambizioso partito ai tempi di Stalin ma che fa sentire la sua influenza ancora oggi.
Il sogno di ogni organizzazione spionistica è quella di piazzare un loro agente nelle fila nemiche, possibilmente in qualche posto di rilievo.
Qui si raggiunge il top: quell’agente russo sta per arrivare al vertice, perché è in lotta per la presidenza degli Stati Uniti.
Immaginatevi un leader politico manovrato dal nemico per antonomasia.
La cosa che mi ha fatto sorridere è che il vero nome della spia è Salvinov, traslato in Salvin.
Nella versione italiana avrebbero potuto anche aggiungere una vocale alla fine del cognome.
Comunque, al di là della storia, viene da pensare: non sappiamo cosa guidi davvero i nostri politici, quale ideologia intendano portare avanti.
Perché molti sono i chiamati ma pochi gli eletti (come diceva anche un grande uomo, circa duemila anni fa).
Volete un consiglio?
Leggetelo, poi magari scrivetemi che ne discutiamo.
Perché non vorrei che la realtà possa superare la fantasia: le premesse, a ben guardare, ci sono tutte.
Almeno per qualcosa che ci riguarda un po’ più da vicino.
Paolo Federici

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il discorso di insediamento di Giorgia Meloni

se ve lo siete persi, vi faccio io un riassuntino!
ha cominciato ringraziando Tina (Anselmi) e Nilde (Jotti)… donne certamente non di destra; poi ha affermato (come Gorbaciov) che l’Unione Europea per noi è la casa comune dei popoli europei. Ha chiarito che bisogna dare sostegno al valoroso popolo ucraino che si oppone all’invasione della Federazione Russa.
Ha detto che non bisogna cedere al ricatto di Putin sull’energia, perché questo non risolverebbe il problema, ma anzi lo aggraverebbe aprendo la strada ad ulteriori pretese e ricatti, con futuri aumenti dell’energia ancora maggiori di quelli che abbiamo conosciuto in questi mesi.
Ha cambiato idea sulle trivelle: oggi i nostri mari possiedono giacimenti di gas che abbiamo il dovere di sfruttare appieno. E la nostra Nazione, in particolare il Mezzogiorno, è il paradiso delle rinnovabili, con il suo sole, il vento, il calore della terra, le maree e i fiumi. Un patrimonio di energia verde troppo spesso bloccato da burocrazia e veti incomprensibili.
Si è schierata (giustamente, dico io!) contro il reddito di cittadinanza perché la strada maestra, l’unica possibile, è la crescita economica, duratura e strutturale.
Il PNRR (che ha cercato di attribuire addirittura a Tremonti) è un’opportunità straordinaria di ammodernare l’Italia: abbiamo tutti il dovere di sfruttarla al meglio.
Ha affossato ulteriormente la politica dei cinquestelle chiedendo di archiviare finalmente la logica dei bonus, per alcuni, utili spesso soprattutto alle campagne elettorali, in favore di investimenti di medio termine destinati al benessere dell’intera comunità nazionale.
Ha ripreso il progetto di modifica della Costituzione per dare all’Italia un sistema istituzionale nel quale chi vince governa per cinque anni e alla fine viene giudicato dagli elettori per quello che è riuscito a fare.
Forse che forse, finalmente qualcuno ha capito che la posizione strategica dell’Italia può farci crescere nella logistica?
Ha detto, infatti: penso alla favorevole posizione dell’Italia nel Mediterraneo e alle opportunità legate all’economia del mare, che può e deve diventare un asset strategico per l’Italia intera e in particolare per lo sviluppo del meridione.
Poi si è lasciata andare a parlare della flat tax, anzi no… della tassa piatta, come la chiama lei, proponendo, al momento, solo un’estensione (da 65.000 a 100.000 euro)
Finalmente parole di fuoco per una serrata lotta all’evasione fiscale che deve partire da evasori totali, grandi imprese e grandi frodi sull’Iva.
Tornando sul reddito di cittadinanza ha fatto sue le parole del Papa: “La povertà non si combatte con l’assistenzialismo, la porta della dignità di un uomo è il lavoro”. E’ una verità profonda, che soltanto chi la povertà l’ha conosciuta da vicino può apprezzare davvero.
Perché per come è stato pensato e realizzato, il reddito di cittadinanza ha rappresentato una sconfitta per chi era in grado di fare la sua parte per l’Italia, oltre che per se stesso e per la sua famiglia.
E poi ha parlato della scuola: l’istruzione è il più formidabile strumento per aumentare la ricchezza di una nazione, sotto tutti i punti di vista. Perché il capitale materiale non è niente senza capitale umano. Per questo la scuola e l’università torneranno centrali nell’azione di governo, perché rappresentano una risorsa strategica fondamentale per l’Italia, per il suo futuro e i suoi giovani.
Però (excusatio non petita) ha poi aggiunto che: un governo di centrodestra non limiterà mai le libertà esistenti di cittadini e imprese. Vedremo alla prova dei fatti, anche su diritti civili e aborto, chi mentiva e chi diceva la verità in campagna elettorale su quali fossero le nostre reali intenzioni.
Facendo un voltafaccia a tutto tondo ha parlato del fascismo, così: libertà, libertà. Libertà e democrazia sono gli elementi distintivi della civiltà europea contemporanea nei quali da sempre mi riconosco. E dunque, a dispetto di quello che strumentalmente si è sostenuto, non ho mai provato simpatia o vicinanza nei confronti dei regimi antidemocratici. Per nessun regime, fascismo compreso. Esattamente come ho sempre reputato le leggi razziali del 1938 il punto più basso della storia italiana, una vergogna che segnerà il nostro popolo per sempre.
Però poi si è allargata al solito “sono tutti uguali”: i totalitarismi del ‘900 hanno dilaniato l’intera Europa, non solo l’Italia, per più di mezzo secolo, in una successione di orrori che ha investito gran parte degli Stati europei. E l’orrore e i crimini, da chiunque vengano compiuti, non meritano giustificazioni di sorta, e non si compensano con altri orrori e altri crimini. Nell’abisso non si pareggiano mai i conti, si precipita e basta. Ho conosciuto giovanissima il profumo della libertà, l’ansia per la verità storica e il rigetto per qualsiasi forma di sopruso o discriminazione proprio militando nella destra democratica italiana.
Posso dire che non mi fido di chi fa certe giravolte?
Che sia la volta buona che si andrà a cercare la verità su chi ha speculato sul COVID?
Ecco dunque: occorrerà fare chiarezza su quanto avvenuto durante la gestione della crisi pandemica. Lo si deve a chi ha perso la vita e a chi non si è risparmiato nelle corsie degli ospedali, mentre altri facevano affari milionari con la compravendita di mascherine e respiratori.
Forse eccedendo… si è lanciata perfino a dire: non ci siano mai più casi Bibbiano.
Ha dichiarato guerra alla mafia (sicura che non ci siano mafiosi nel suo Governo e tra i suoi sostenitori?): affronteremo il cancro mafioso a testa alta, come ci hanno insegnato i tanti eroi che con il loro coraggio hanno dato l’esempio a tutti gli italiani, rifiutandosi di girare lo sguardo o di scappare anche quando sapevano che quella tenacia probabilmente li avrebbe condotti alla morte.
Dalla certezza della pena è arrivata anche a parlare della giustizia che deve esistere anche in carcere: dall’inizio di quest’anno sono stati 71 i suicidi in carcere. Non è degno di una Nazione civile, come indegne sono spesso le condizioni di lavoro dei nostri agenti di Polizia penitenziaria.
E finalmente ha parlato degli extra-comunitari: in Italia, come in qualsiasi altro Stato serio, non si entra illegalmente; si entra legalmente attraverso i decreti flussi.
Cosa che nessuno ha mai contestato: il vero problema è l’impossibilità di mettersi in regola, creando – di fatto – l’illegalità attraverso la legge!
Poi eccoci all’utopia (dell’aiutiamoli a casa loro): bisogna rimuovere le cause che portano i migranti, soprattutto i più giovani, ad abbandonare la propria terra, le proprie radici culturali e la propria famiglia per cercare una vita migliore in Europa.
Per concludere infine con il più classico dei finali: si fa come voglio io e basta (Io sono sempre stata una persona libera, sarò sempre una persona libera e, per questo, intendo fare esattamente quello che devo.)

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meno male… che è finita!

è stata una bella campagna elettorale.
(Beh, se non conoscete il sarcasmo… andate a cercare sulla Treccani!)
Comunque ho montato gazebo, distribuito volantini, organizzato pizzate e perfino una lotteria di finanziamento…
Andando in giro per i paesi vicini, ho conosciuto tanta bella gente (questo è il vero lato positivo): tutti disposti a darsi da fare per sostenere e promuovere i nostri candidati.
Sempre col sorriso sulle labbra, incontrando gente disposta a fermarsi a parlare: ascoltare, farsi un’idea, magari fare anche domande, cercando di capire.
Proposte chiare, idee per il futuro, una visione ottimistica.
E se tanto mi da tanto, il risultato che uscirà delle urne dovrebbe essere una piacevole sorpresa.
Noi ce l’abbiamo messa tutta per farci conoscere e guadagnarci la fiducia degli elettori.
Ai posteri l’ardua sentenza.
Paolo

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La storia di oggi raccontata (anzi, cantata!) dal cantastorie

La canzone di Mario

Questa di Mario Draghi e la storia vera
Divenne Presidente a primavera
Lo volle qui in Italia Mattarella
Brillava luminosa la sua stella

Nave sanza nocchiero in gran tempesta
Era l’Italia ma lui la ridesta
Come ammiraglio esperto timoniere
Lui di guidarla si sentì in dovere

La nave superava tutte l’onde
Ma ecco che un pericolo nasconde
Quattro corsari a bordo son saliti
Purtroppo ad affondarla son riusciti

I loro nomi tutti conosciamo
Ben tre sono i pirati, lo sappiamo
Però l’ammutinata quella vera
È donna, madre, cristiana, corsara nera

La nave sta affondando in mare aperto
Ecco in soccorso arriva un duo esperto
Ci prova Renzi e prova anche Calenda
A riportare a galla la vicenda

Questa mio caro Mario è la tua canzone
Che torni a governare la nazione
È il sogno che teniamo nel cassetto
A presto, Presidente… ecco l’ho detto

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L’informazione ai tempi di internet

c’è un comunicato su FACEBOOK dove si dice che mentre la Spagna ha abbassato l’IVA sul gas al 5 per cento, in Italia siamo ancora al 22.
Ovviamente l’informazione è falsa (l’Italia già da tempo ha ridotto l’IVA al 5 per cento ed è stata una delle prime nazioni a farlo. Semmai è la Spagna ad essersi svegliata solo adesso).
I commenti sotto a questa notizia sono tutti di indignazione contro il Governo e contro Draghi.
A nulla serve scrivere (mettendo tutti i link del caso) che l’affermazione è sbagliata.
Ognuno continua imperterrito a commentare la notizia (falsa).
In questo momento ci sono almeno 300 commenti di persone arrabbiatissime… e solo due o tre di chi fa presente come la notizia sia falsa.
Se tanto mi da tanto, significa che l’un per cento delle persone si informa a dovere.
L’altro novantanove è fatto da persone indignate, persone che votano e che voteranno contro il Governo accusandolo di una colpa che certamente non ha.
Ma ormai gran parte dell’informazione funziona così: si manda in giro una notizia falsa.
Nessuno ne controlla la veridicità.
Moltissimi la prendono per vera e su quella falsità si costruisce il consenso a favore di uno o dell’altro partito.
Ci sono poi dei siti web specializzati nel costruire notizie false, ma nessuno li chiude (pare che impedire a qualcuno di mentire sia un attentato alla sua libertà) e moltissime persone creano i propri giudizi proprio abbeverandosi a quelle fonti.
Come possiamo sperare che, nel segreto dell’urna, in tanti siano in grado di decidere per il meglio?
Il pessimismo, che non ha mai fatto parte del mio patrimonio genetico, è in risalita.
Mala tempora currunti, dicevano i latini.
Sed peiora parantur.
Paolo Federici

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Il tempo è la misura di tutte le cose

Lo sapete che il costo del trasporto (via nave) dalla Cina all’Europa è decuplicato rispetto al periodo pre-pandemia?
Perché?
Perché moltissime aziende hanno preferito spostare la produzione in Cina chiudendo gli stabilimenti in Europa, pensando che così facendo avrebbero risparmiato.
Ma questo ha fatto aumentare la domanda di trasporto ed, in base alla legge della domanda è dell’offerta, i prezzi dei trasporti sono anch’essi aumentati.
E adesso che i costi di trasporto sono decuplicati… le aziende europee sono in crisi.
Solo io ci vedo una somiglianza con l’aver spostato la produzione di energia (gas) in Russia (nel senso che anziché produrre energia qui, anni fa abbiamo deciso di comprare il gas là perché era più conveniente) e adesso che i costi del gas sono aumentati vertiginosamente… siamo in crisi.
Forse bisognava pensarci prima.
Prima di spostare le fabbriche in Cina.
Prima di spostare gli acquisti di gas in Russia.
Ma… del senno di poi son piene le fosse.

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