Kafka è tornato

quindi la metà dei ragazzi non capisce quello che legge?
I giornali hanno rilanciato alla grande questa fakenews… basata sul nulla.
Una volta si diceva: “l’ho letto sul giornale, quindi è vero”.
Oggi bisogna cambiare visuale: “l’ho letto sul giornale, quindi probabilmente è falso.”
Prendiamo il libro di Renzi.
C’è chi non l’ha letto e lo critica a priori.
Poi c’è chi l’ha letto e si indigna perché pensava, come me, che dopo aver letto un’opera di fantasia come “il processo” di Kafka, una cosa analoga non potesse esistere nella realtà.
E invece, a forza di bombardamento fatto di notizie false, inventate, create ad hoc, la maggioranza degli italiani oggi crede a chi denigra Renzi.
Ma fatevela una domanda: se solo pochi anni fa eravate anche voi sostenitori di Renzi, tanto da portare il suo partito al 40 per cento, cosa è successo perché abbiate cambiato idea?
Vi hanno raccontato un sacco di storie e voi vi siete abbeverati alla fonte della falsità.
Fermatevi un attimo: prendete in mano questo libro e sfogliatelo.
Ci sono fatti, nomi, cognomi, sentenze, eventi… non c’è il gossip al quale ci hanno abituato certi giornali, non c’è lo sguardo dalla serratura alla ricerca di assurdità fatte passare per verità.
Un giorno, guardando indietro, i vostri figli si chiederanno come abbiate potuto credere alla montagna di falsità montate ad arte contro colui che stava veramente portando in alto l’Italia.
E voi non potrete difendervi dicendo: “l’ho letto sul giornale”.
La possibilità di informarsi e di andare alla ricerca della verità oggi è alla portata di tutti.
Di tutti coloro che vogliono davvero cercarla.

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Trent’anni dopo

gli eroi continuano a vivere nel ricordo e nella memoria.
Mentre i loro assassini ormai sono morti per sempre, e se per caso fossero ancora vivi saranno certamente vecchi, malati, infermi, soli. Sempre che non stiano ancora scontando anni di carcere.
Col senno di poi, si staranno facendo qualche domanda: a cosa è servito uccidere, a cosa è servita la violenza, a cosa è servito accumulare ricchezze, a cosa è servita una vita senza amici, senza amore, senza certezze. Una vita passata a guardarsi le spalle.
Un’esperienza che non ha insegnato niente a quelli che oggi hanno preso il loro posto e che si sentono forti, invincibili, al di sopra della legge.
Una volta si diceva che la storia è “magistra vitae”, ma evidentemente non ci sono più gli studenti di una volta.
E la storia continua a ripetersi in un altalenarsi senza fine.

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I sondaggi

anni fa, si avvicinava il giorno delle elezioni del sindaco del mio paese.
Incontrai un amico al quale chiesi: “Tu per chi voterai?”
“Per *****”
Non era il candidato che preferivo io, ma ero interessato a capire anche le posizioni degli altri, quindi gli chiesi:
“Mi spiegheresti perché voterai per lui?”
La risposta non si fece aspettare.
“Perché è quello che vincerà le elezioni!”
Ero stupefatto: l’effetto generava la causa e non viceversa.
Il mio amico lo votava senza conoscerne il programma, le idee, la collocazione politica… ma solo per poter dire di averlo votato anche lui ed aver contribuito alla vittoria.
Però un’altra domanda dovevo fargliela:
“E come fai a dire che sarà lui a vincere?”
La risposta spiega tante cose:
“Lo dicono I sondaggi”.
Da allora ho capito quale sia il vero condizionamento che si nasconde dietro ai sondaggi.
Quasi una profezia che si autoavvera, il cosiddetto effetto Rosenthal.
Esiste un rimedio?
Sì: non credere ai sondaggi.
(Anche il fatto che nessuno mi abbia mai intervistato per chiedere il mio parere in un sondaggio politico… mi fa dubitare della reale validità e serietà dei sondaggi. A proposito: e voi, siete mai stati intervistati?)
Paolo Federici

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(01) Qualche foto… del Tributo a Battisti a Segrate!

(tutte le foto sono di Tiziana Vimercati)

CONTINUA

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(2) ancora foto…!

(tutte le foto sono di Tiziana Vimercati)

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(3) ancora foto…!

(tutte le foto sono di Tiziana Vimercati)

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(04) ancora foto…!

(tutte le foto sono di Tiziana Vimercati)

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Happy Voices a Segrate

la consegna della maglietta HHT

14 maggio:
Tributo a Battisti (al teatro Arturo Toscanini di Segrate)
In un teatro strapieno, finalmente dopo due anni di lockdown, si è svolto il concorso tanto atteso.
Alla fine i partecipanti erano sedici.
Ed ecco i vincitori
Al terzo posto Giusy Bivacqua con “Insieme”, poi ai primi due posti gli allievi della scuola di musica “Cinque Ottavi”.
Vince Kimberly Lazzari con “Mi ritorni in mente”.
Al secondo posto Riccardo Lori con “E penso a te”.
A consegnare i premi c’era Livia Achilli, assessore comunale.
Hanno presentato Barbara, Fabio e Paolo.
Alla regia Ugo Stella, tecnico del suono con funzione di direttore d’orchestra.
La serata è stata organizzata dagli Arciallegri di Segrate.
Oltre agli allievi della Cinque Ottavi, hanno aderito all’iniziativa anche i cantanti di altre tre scuole di musica: la Green Music, la Skel e la Musica Ventunesimo.
Un grazie anche agli Squinternati di Segrate che hanno arricchito la serata con interventi cabarettistici.
All’assessore è stata consegnata una maglietta della HHT (associazione dei pazienti di una particolare malattia rara).
E adesso stiamo già pensando al prossimo anno…