e per la festa dei nonni

mi faccio un regalo:

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Intelligenza e stupidità

mi capita di domandarmi: “ma io, sono intelligente o sono stupido? E, qualunque sia la risposta, come posso fare per saperlo?”
Possiamo rifarci al più classico test di Turing (il test di Turing è un criterio per determinare se una macchina sia in grado di esibire un comportamento intelligente) ed utilizzare lo stesso test per determinare se uno stupido possa essere in grado di esibire un comportamento intelligente.
Una macchina non può sapere di essere una macchina (quindi NON può esibire un comportamento intelligente, così come uno stupido non può sapere di essere stupido e dunque NON può esibire un comportamento intelligente).
La stessa cosa succede quando sogniamo: noi non possiamo sapere se siamo svegli oppure se stiamo sognando.
Ma se riusciamo a capire che stiamo sognando, non abbiamo alcuna possibilità di convincere qualcun altro del suo essere solo creazione del nostro sogno!
Ecco dunque che tutti gli sforzi che si possono fare per convincere uno stupido del suo NON essere intelligente hanno la stessa possibilità di riuscita degli sforzi che possiamo fare per convincere chi entra in un nostro sogno del suo NON essere reale.
Quindi, continuare a perdere tempo con gli stupidi per convincerli del loro essere stupidi è solo un modo per dimostrare che gli stupidi siamo noi.
A questo punto, accertato che non è possibile rendersi conto di essere stupidi e quindi non ha senso cercare di convincere uno stupido del suo essere stupido, proviamo ad interrogarci: siamo sicuri di essere intelligenti? Se la risposta è “sì” allora molto probabilmente siamo stupidi.
Ci viene in aiuto Cartesio (René Descartes) che basò tutta la sua filosofia sul dubbio.
“Dubito ergo cogito” (Dubito, quindi penso)
“Cogito ergo sum” (Penso, dunque sono).
Dove quel “dunque sono”, vuol dire “dunque esisto” (anche se sto sognando, comunque “io” esisto!) ma senza dimenticare che il punto di partenza è il “dubbio”.
Concludendo: se siete sicuri di avere ragione, significa che NON siete intelligenti.
Mi chiederete: “Ne sei certo?”
Ed io vi rispondo, con assoluta certezza: “Forse!”
Paolo Federici

(un grande scrittore come Luciano De Crescenzo scrisse: “Solo gli imbecilli non hanno dubbi”; “Ne sei sicuro?”; “Non ho alcun dubbio!”).

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Elezioni a Segrate: i risultati

i candidati sindaco erano ben sei … ed il nostro Paolo Micheli ha battuto tutti gli altri cinque, arrivando alla maggioranza assoluta, senza quindi bisogno di alcun ballottaggio suppletivo:

(Paolo Micheli vince con il 51,7 per cento!)

Noi (Italia Viva Segrate) ci siamo presentati con una nostra lista (seppur in condivisione con +Europa) raggiungendo un ottimo piazzamento, al 5,2 per cento del totale.

Non male per un partito tanto bistrattato ed accreditato del solo 2 per cento!

Sicuramente la presenza di svariate liste civiche l’ha fatta da padrone (del 51,7 per cento assegnato a Paolo Micheli, ben il 28,2 va a due liste civiche!)

Cosa voglio dire? Che a livello nazionale (ipotizzando le prossime elezioni politiche del 2022) Italia Viva potrebbe raddoppiare ed andare in doppia cifra percentuale!

Sono troppo ottimista? Per ora godiamoci il successo (sarà anche solo un 5,2 per cento ma stiamo parlando di un nuovo partito che si è presentato per la prima volta alle elezioni!).

Se pensate che abbiamo fatto quasi tutto da soli (Italia Viva non ha una struttura alle spalle come il PD, ad esempio), autofinanziandoci (grazie a chi ci ha dato una mano sia economicamente che fisicamente – grazie Giovanni! – attivandosi sul campo!) il risultato è ancora più importante e ci fa ben sperare per il futuro.

Una cosa è certa: a breve costituiremo Italia Viva a Segrate (assemblando i due comitati fin’ora esistenti) per prepararci ad affrontare le prossime tornate elettorali.

Ne vedremo delle belle … anche perché, come dice il poeta, “passata è la tempesta, odo Micheli far festa …”

Ad maiora

Paolo Federici

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20 settembre

in moltissime città italiane c’è una via venti settembre. Eppure è passato in silenzio il 150mo anniversario del 20 settembre 1870.
Provate a chiedere in giro: “cosa successe quel giorno?”
A parte qualche anziano che ricorda gli studi di storia fatto al liceo, sarà difficile avere risposta.
Tanto c’è google …
I giovani, volendo, potranno digitare quella data e scoprire un mondo.
La curiosità potrebbe fare ‘breccia’ …?
Quel giorno la porta era chiusa, ma si doveva entrare a tutti i costi e allora qualcuno pensò di fare un buco nel muro, un enorme buco, una breccia, insomma.
Era la breccia di Porta Pia.
Era la fine del potere temporale della Chiesa.
Era il giorno in cui Roma diventava parte del regno d’Italia.
Finalmente l’Italia, nata da meno di dieci anni, aveva la sua capitale.
Il Papa si ritirò sdegnato all’interno del Vaticano, abbandonando quel palazzo che aveva visto i Papi governare fin dai primi anni del 1600 (‘quel palazzo’ è il Quirinale!).
Il Quirinale divenne così la residenza del re.
Fino al 1946 da quando, trasformatosi l’Italia in Repubblica, ospita il Presidente della Repubblica.
Eh sì, ne abbiamo fatta di strada in 150 anni.
Paolo Federici

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Perché vale la pena dedicarsi alla lettura!

Un giorno un allievo pose questo quesito al suo Maestro: «Ho letto moltissimi libri, ma ho dimenticato la maggior parte di essi. Ma allora qual è lo scopo della lettura?».
Il Maestro, immerso nei suoi pensieri, non rispose.
Dopo qualche giorno, mentre stavano seduti vicino ad un fiume, il maestro disse di avere sete e chiese al giovane di portargli dell’acqua.
«Maestro, non c’è una tazza, una brocca o un contenitore!» disse il giovane un po’ smarrito per non poter assecondare la richiesta del maestro.
«Puoi usare quello!» rispose il maestro indicando un vecchio setaccio tutto sporco e arrugginito che era lì per terra in mezzo a un cespuglio L’allievo restò interdetto poiché sapeva che era una richiesta assurda senza alcuna logica. Ma non ebbe il coraggio di contraddire il maestro. Prese dunque il setaccio, iniziò a compiere questo assurdo compito. Ogni volta che immergeva il setaccio nel fiume per tirare su dell’acqua da portare al suo maestro, per quanto impegno ci mettesse, non riusciva a fare neppure un passo che già il setaccio si era completamente svuotato.
Provò e riprovò svariate decine di volte ma, per quanto cercasse di correre più veloce dalla riva fino al proprio maestro, l’acqua continuava a passare in mezzo a tutti i fori del setaccio e si perdeva tutta lungo il tragitto.
Stremato, si sedette accanto al Maestro con il setaccio fra le mani e sconsolato disse: «Maestro, ammetto il mio fallimento: non riesco a prendere l’acqua con quel setaccio. Perdonatemi, è impossibile e io ho fallito nel mio compito».
«No, caro amico – rispose il vecchio sorridendo – tu non hai affatto fallito. Guarda il setaccio. Adesso è come nuovo: è lucente e brilla alla luce del sole. L’acqua, filtrando dai suoi buchi lo ha ripulito dalla ruggine e dalle incrostazioni».
«Quando leggi dei libri – aggiunse il vecchio Maestro – tu sei come questo setaccio ed i libri sono come l’acqua del fiume: non importa se non riuscirai a trattenere nella tua memoria tutto ciò che i libri fanno scorrere in te, poiché i libri comunque, con le loro idee, le emozioni, i sentimenti, la conoscenza, la verità che vi troverai tra le pagine, puliranno la tua mente e il tuo spirito, e ti renderanno una persona migliore e rinnovata. Questo è lo scopo della lettura».
(da Italians)

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La vita è un romanzo

Tutto è cominciato con Pirandello, quando ha dato vita a ben sei personaggi contemporaneamente (tutti in cerca d’autore).
Ma la diatriba tra autore e personaggio risale molto più indietro.
È l’autore che crea i personaggi dei suoi libri o sono i personaggi che condizionano l’autore perché racconti le loro storie?
La filosofia, con un testo spettacolare creato da Jostein Gaarder (il mondo di Sofia) ha cercato di dare una soluzione all’enigma.
Sofia infatti è quella che capisce di essere un personaggio di un libro e decide di ribellarsi al suo autore.
Immodestamente, anch’io ho scritto un libro nel quale i personaggi (e non sono pochi e, soprattutto, sono tutti famosi!) sfidano l’autore a singolar tenzone.
Arrivando a proporre una sfida impossibile.
Ma questa è un’altra storia.
Veniamo a noi: con questo libro Guillaume Musso ci accompagna in un mondo dove autori e personaggi si mescolano e si scambiano i ruoli.
Personaggi che escono dalla finzione del libro ed entrano nella realtà mentre, allo stesso tempo, troviamo autori di libri che diventano personaggi in un aprirsi e chiudersi di scatole cinesi.
I colpi di scena sono continui ed inaspettati, così che la voglia di andare avanti a leggere la pagina dopo si fa impellente.
Chi sono, davvero, Flora, Frederick, Romain… e Carrie?
Non sarò certo io a togliervi il gusto della sorpresa.
Buona lettura!
Paolo Federici

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Alexandros

Giungemmo: è il Fine O sacro Araldo, squilla !
Non altra terra se non là, nell’aria
quella che in mezzo del brocchier vi brilla …

comincia così una delle più famose poesie di Giovanni Pascoli.
Anche noi, fra poche ore, arriveremo alla fine … della campagna elettorale.
Però, se Alessandro Magno pensava di essere arrivato al confine estremo della Terra (ma così non era!), anche noi non possiamo illuderci di essere giunti al “fine”.
Per Italia Viva questa è la prima competizione elettorale, quindi un nuovo inizio.
L’entusiasmo è alle stelle.
Viviamo come in un sogno e, sempre per riprendere un verso della poesia:

Il sogno è l’infinita ombra del Vero.

Forse il risveglio sarà amaro, ma sognare non costa niente!
Alessandro Magno, poi, ardeva (come noi!) di desiderio e di speranza:

Ché si fa sempre (tale è la sua sorte)
nell’occhio nero lo sperar, più vano:
nell’occhio azzurro il desiar, più forte.

ma sapeva dare maggior forza al desiderio che non abbandonarsi passivamente alla speranza (sapendo, forse fin da allora, che “chi vive sperando …”)
A questo punto non resta che aspettare martedì, quando sarà finito lo spoglio delle schede e allora, finalmente, conosceremo la verità che, come dice Vasco, arriva quando vuole, non ha bisogno mai di scuse, è fatale, è che tutti possono sbagliare.

Ma, soprattutto, devi sapere da che parte stare!

Buon voto… ai segratesi!
Paolo Federici

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IMPOSSIBILIA NEMO TENETUR

Dicevano i latini che non si può obbligare qualcuno a fare cose impossibili.
La domanda è: e se qualcuno (magari in campagna elettorale) promette cose impossibili, già sapendo benissimo che sono impossibili, come lo vorremmo inquadrare?
In guerra ed in amore (ed in campagna elettorale) tutto è permesso?
Oggi mi sono trovato nella casella della posta un volantino che promette l’impossibile.
Che senso ha, a due giorni dal voto, riempire le caselle delle poste con questo tipo di propaganda?
I casi sono due:
o si considera l’elettore incapace di intendere e volere, tanto da potergli raccontare qualsiasi baggianata,
o si pensa di deviare l’attenzione dai guai giudiziari che pendono sul nome che figura nel logo di una delle liste che supportano il candidato sindaco.
A voi la scelta

Paolo Federici

(p.s. per i NON addetti ai lavori: fermare il progetto su Tregarezzo – ammesso che fosse mai possibile – significherebbe dunque lasciare aperto l’intermodale di Redecesio, che invece, proprio grazie all’attuale sindaco, verrà chiuso. Mi sembra il gioco delle tre carte.)

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la giustizia vien di notte …

la famosa frase “due pesi e due misure” si adatta perfettamente al periodo politico che viviamo

Se un leader (Renzi) viene accusato (caso “Open”) i giornali ne parlano e ne straparlano. Quando poi la cassazione si pronuncia riconoscendo la completa innocenza dell’accusato e addirittura segnalando l’illegittimità delle perquisizioni messe in atto, il caso passa in secondo piano.

Ma anche nel nostro piccolo Comune vige una norma analoga, ma contraria: se l’ex-Sindaco Adriano Alessandrini (contro il quale sono stati intentati due processi) viene assolto nel primo dei due, i suoi supporter si scatenano.

Quando poi invece nel secondo processo viene condannato … qualcuno ne sa qualcosa? Eppure la sentenza è pubblica e, addirittura, da oggi è anche diventata esecutiva. Ma voi, lo sapevate?

No, vero? Meglio dedicarsi all’Agcom ed alla sua richiesta (fatta al Sindaco attualmente in carica!) di cancellare due post pubblicati a luglio anziché ad agosto.

Nel caso foste interessati a leggere la sentenza di condanna nei confronti di Alessandrini, basta un click

Buon divertimento

Paolo Federici

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Una piscina galleggiante per Segrate

noi cittadini chiediamo
al sindaco Paolo Micheli
di impegnarsi a sviluppare la nostra proposta che la CAVA BILELLA del Centro Parco possa essere usufruibile da tutti i cittadini.
Considerate le gravi difficoltà economiche attuali, che obbligano molte famiglie a trascorrere le vacanze estive a Segrate, occorre la realizzazione di questa struttura ludico sportiva destinata prioritariamente all’intrattenimento dei bambini ed adolescenti.
La nostra proposta per la cava si aspetta contestualmente la creazione in essa di una piscina galleggiante con annesso solarium protetto, un chiosco per bibite e quant’altro possa identificare questo nuovo impianto come una realizzazione di grande impatto sociale.

Per sottoscrivere questo appello, potete inviare una mail a Tiziana Vimercati (mail tittivim@hotmail.com) indicando nell’oggetto: “adesione al progetto della piscina galleggiante” e riportando:
nome, cognome, data di nascita, residenza
così da stilare un elenco da allegare alla richiesta ufficiale

la Cava Bilella … come è adesso
come potrebbe essere!
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