Il diario di Edith

se la realtà non ti piace, basta cambiarla!

Edith vive una vita piatta, solitaria: abbandonata dal marito si trova a doversi preoccupare di un figlio scansafatiche ed ubriacone.
Nel suo diario racconta i fatti di tutti i giorni, ma sono quelli inesistenti dei suoi sogni, o forse delle sue aspettative.
Il figlio diventa un ingegnere di successo, si sposa, ha una bella famiglia, due figli che nascono in rapida successione ed un lavoro esaltante.
Il marito … muore lasciandola vedova e felice.
Anziché annegare nell’alcool si può superare la grettezza di una vita anonima affidandosi ai sogni che, messi nero su bianco in un diario, diventano molto più realistici e veritieri.
La scrittura è fluida e la storia si snoda senza colpi di scena né sorprese.
Insomma, niente di eccezionale.
Ma questo libro mi era stato vivamente consigliato ed io sono uno che i consigli li segue, anche solo per poi pentirsene.
Vabbè, via … la sufficienza se la merita, ma niente di più.
Alla prossima
Paolo Federici

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Si può cambiare il passato, ma non il futuro

41rC4B2ItQLLeggere un libro di Barbara è come ritrovarsi a vivere in un ambiente familiare, ma sempre diverso.
Si, perché lo stile è inconfondibile ma quella che cambia è l’ambientazione.
Abbiamo conosciuto la Francia della rivoluzione con Eufrasia, la Russia degli Zar e dei primi comunisti con Zvjezda.
Poi c’è stata Ersilia.
Ed ecco un’altra donna, anch’essa unica nel suo genere: Efrosina.
Questa volta Barbara ci porta in Transilvania tra lupi e vampiri.
C’è una donna che vive di espedienti (è una ladra furbissima tant’è che è soprannominata “la faina”) salvata da un uomo misterioso. Nobile d’animo e di stato, Victor nasconde però un segreto.
Potrà mai sbocciare l’amore tra … la bella e la bestia?
Lo scopriremo solo leggendo.
Dello stile di Barbara mi piace quella sua capacità di costruire le frasi mettendo alla fine, quasi una ciliegina sulla torta, l’aggettivo principale.
Mi spiego con degli esempi:
“Le disse ironico”
“Lui annuì soddisfatto”
“Concluse oscuro”
“Lo interrogò ardita”
“Lo zittì astioso”
Questo mi ricorda il sistema tedesco di mettere il verbo alla fine.
Ecco, Barbara tradisce le sue origini austro-ungariche (d’altronde vive vicino al confine) proprio con quella particolare aggettivazione finale.
O no?
Solo Barbara potrà dirci se la sua discendenza (in questa o in un’altra vita) si porti dietro qualcosa del vecchio impero.
(So che sta lavorando ad un altro libro ambientato nella Parigi occupata dai tedeschi nel 1943 e lei traccia benissimo le caratteristiche tedesche del tempo. Ma anche francesi. E non vi dirò altro.)
Alla fine il libro si rivela degno di Andersen: una favola bella di quelle col finale “e vissero tutti felici e contenti”.
Da leggere sotto l’ombrellone contemplando il mare per non sentire il freddo dell’inverno transilvano che cerca di gelare le ossa.
Giusto per spiegare il titolo che ho dato a questa recensione: il passato non è quello che sembra e piano piano si rivela nella sua diversità (e per questo “cambia”). Il futuro invece è scritto nel destino al quale è impossibile sfuggire.
Paolo Federici

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Il voto prossimo venturo

Cosa è il voto?
Credo che, detto in poche parole … si tratti della firma di un assegno in bianco!
Con il vostro voto consegnate un assegno in bianco a qualcuno che per i prossimi anni deciderà per voi, spenderà i vostri soldi, stabilirà quante tasse dobbiate pagare, definirà i servizi (sanitari, scolastici, pensionistici) ai quali avrete diritto, sceglierà quali strade, scuole, ospedali costruire. Deciderà se abbattere le vostre case abusive oppure lasciarvi morire quando ci sarà il prossimo terremoto. Vi farà vaccinare oppure lascerà che il morbillo vi porti alla tomba! Suggellerà l’uguaglianza tra i popoli oppure la supremazia dell’italiano. Sceglierà chi aiutare e chi lasciar morire, nel mare dell’indifferenza!
Insomma, mettete nelle sue mani non solo un assegno (in bianco) ma la vostra vita (e anche quella di tanti altri).
E se decidete di NON votare, la cosa semplicemente peggiora: altri decideranno per voi e si prenderanno il vostro assegno in bianco.
Prima di consegnare un assegno in bianco a qualcuno io ci penserei non una o due volte, ma cento volte e cercherei di scegliere non in base alle promesse (sono tutti capaci di promettervi la luna) ma andando a guardare che cosa quel “qualcuno” abbia fatto davvero finora.
Su questa base, io non ho dubbi.
Spero altrettanto per tutti voi.
Paolo Federici

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cinque frasi a caso

nel libro che sto leggendo trovo queste chicche:

  • preferiva rimanere fino a quando tutto il filo spinato non SAREBBE stato recuperato
  • finché l’intero scheletro non SABEBBE stato ricomposto
  • ed io avrei sarei potuto uscire
  • tutto il resto poteva aspettare fino a quando non SAREBBERO stati al sicuro
  • con un po’ di fortuna, quando SAREBBE uscito avrebbe avuto ancora molti anni davanti a se

ma ce ne sono anche altre.

Chiariamo: il libro è bellissimo, la trama avvincente … ed in inglese il congiuntivo non esiste. Ma il traduttore italiano il congiuntivo lo “dovesse” (dovrebbe, doveva? Mah!) sapere.

Ecco il quiz: indovinate di quale libro si tratterebbe (trattasse? Tratterà! Trallallerolà)

Paolo

 

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Fisica quantistica e … Religione

Secondo la fisica quantistica la luce è contemporaneamente onda e particella. Solo quando la si osserva “assume” l’una o l’altra forma.
Ipotizziamo di applicare lo stesso concetto alla religione: tutte le religioni sono contemporaneamente vere, anche l’ateismo. Solo quando si muore l’aldilà si rivela essere conforme alla nostra idea. Quindi cristiani e mussulmani si ritrovano in Paradiso (o in uno degli altri due mondi, Inferno e Purgatorio), buddisti e induisti si reincarnano, gli ebrei raggiungono lo Sheol, gli indiani d’America vagano felici nei territori di caccia …. mentre un ateo sparisce nel nulla.
A questo punto, proprio per evitare di sparire, conviene (come sosteneva Pascal) CREDERE.
(parafrasando Schrodinger ed il suo gatto che è contemporaneamente vivo e morto, potremmo dire che Dio contemporaneamente esiste e non esiste. La libertà – ed il potere – dell’uomo è al massimo livello. Sta a noi deciderne l’esistenza o meno)

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Il prezzo dei soldi

il nuovo libro di Markaris (quasi un Camilleri greco, anzi turco) racconta un’altra storia del commissario Charitos (quasi un Montalbano greco).
Immagina una Grecia in netta ripresa, un’economia che viene rilanciata, una crescita economica non da poco e tutto semplicemente perché è stato iniettato un po’ di denaro liquido nelle casse dello Stato (così si possono aumentare gli stipendi, ridurre le tasse, tornare a fare le vacanze, rimettere in moto le auto che erano rimaste ferme …).
Ma nessuno che si chieda da dove vengano tutti questi soldi e soprattutto “perché”.
Poi ci scappano due o tre morti e allora Charitos deve indagare.
Non vi racconto il finale … ma sicuramente vale la pena leggerlo e poi “meditare”.
Buon divertimento.

ilprezzodeisoldi

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rumori molesti

la signora ha 86 anni e da oltre 60 anni vive nello stesso appartamento.
Siccome si trova in zone universitaria, i suoi vicini sono sempre giovani, studenti che si traferiscono “in loco” per la durata degli studi.
A lei si sono rivolti, negli anni, quelli che avevano bisogno di un limone, del latte, delle uova … insomma, il classico rapporto di buon vicinato.
Talvolta facevano capolino alla porta per dirle: “signora, stasera faremo una festa. Magari ci sarà un po’ di musica e andremo avanti fino a tardi”
E lei, sempre: “ragazzi, divertitevi. Non preoccupatevi per me, ci mancherebbe.”
Da un anno a questa parte la storia è cambiata: è arrivata una ragazzina arrogante che si è fatta subito “benvolere” mettendosi a protestare … perché la signora accende la televisione già alle otto di mattina, perché la signora talvolta invita delle amiche e “chiacchierano”, perché durante i pasti si sentono rumori di piatti e di bicchieri …!
Incredible, vero?
Eppure la ragazzina insiste, sostenendo che non può studiare (studiare di pomeriggio in casa è diventato impossibile)… per colpa dei rumori che vengono dall’abitazione dell’anziana signora.
Come è cambiato il mondo!
Una volta i “vecchi” erano rispettati, ossequiati e gli si prestava la massima attenzione.
Posso capire che i tempi siano cambiati, ma che adesso qualcuno si metta a protestare perché un’anziana signora, in casa sua, accende la televisione (a volume normale, beninteso!) e questo può dare fastidio alla ragazzina arrogante che magari ha fatto tardi la sera e la mattina (alle 08.00) è ancora rintronata, la dice lunga su “quanto” siano cambiati i tempi.
Per favore, ditemi che si tratta di un caso isolato.
Che sono poche queste ragazzine maleducate abituate a chiedere le cose più assurde e vedersi esaudire.
Non posso credere che i giovani siano tutti così.
Comunque QUESTA è la lettera che la giovane studentessa ha scritto all’aziana pluriottantenne.
Vedete voi, se ridere o se piangere.

Se poi vogliamo valutare l’aspetto giuridico, la legge dice che ai fini della configurabilità del reato previsto dall’articolo 659 c.p. (disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone), è necessaria la presenza di due elementi, di cui evidentemente la sussistenza del secondo implicherà anche quella del primo.
Sarà infatti necessario che i rumori prodotti,
(1) oltre ad essere superiori alla normale tollerabilità
(2) possano propagarsi in maniera tale da essere idonei a disturbare una pluralità indeterminata di persone, incidendo dunque non sulla tranquillità dei singoli soggetti, ma sulla quiete pubblica (Cass. Pen., sez. I, 17 gennaio 2014, n. 12939; Cass. Pen., sez. I, 14 ottobre 2013, n. 45616).

Insomma, se il rumore da fastidio solo ad una ragazzina arrogante, a questa non resta che andarsene a studiare in biblioteca oppure comprarsi dei comodissimi tappi per le orecchie.
Perché non solo ha torto moralmente (ma davvero si può protestare perché qualcuno, alle otto di mattina, si guarda il telegiornale?) ma ha torto anche legalmente (perché è sola soletta nella sua intemperanza uditiva).
(ma il fatto che usi la prima persona plurale – “abbiamo le registrazioni” … “non costringeteci” … “non vogliamo arrivare a tanto” – vuol dire che la ragazzina arrogante soffre anche della sindrome del pluralis majestatis? Dunque si tratta di reato di lesa maestà! Allora ditelo!)

(P.S.: questo testo l’avevo scritto una settimana fa. Nel breve volger di pochissimi giorni, l’anziana signora ha lasciato questa valle di lacrime. L’appartamento verrà affittato ad una famiglia peruviana, numerosa ed amante della musica sud-americana. Così, finalmente, la ragazzina arrogante avrà di che protestare …!)

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