La scomparsa di Stephanie Mailer

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Prendete cinque ingredienti specifici: due libri, due film ed una canzone (dieci piccoli indiani, io uccido, assassinio sull’orient express, profondo rosso, bocca di rosa), inserite tutto nel frullatore, mescolate bene e lasciate sedimentare.
Poi gustate un sorso alla volta e per un tempo lungo settecento pagine.
Ci saranno sorsi più lunghi (i capitoli che raccontano i fatti di venti anni prima) ed altri più corti (i capitoli che raccontano i fatti di venti anni dopo).
Il collegamento tra i due diversi periodi sta tutto in un giallo che ci narra una storia fatta di vecchi e nuovi assassinii.
Chi ha ucciso, venti anni fa, ed oggi è tornato ad uccidere, e perché?
Tanti (troppi) personaggi si incastrano l’uno con l’altro e, come in un giro di quadriglia, le coppie cambiano.
Quelli che sembrano essere i buoni diventano cattivi e viceversa.
L’asse portante (la colonna sulla quale poggia tutta la costruzione romanzesca) è un vecchio poliziotto che, ormai pronto per andare in pensione, scopre di aver preso un granchio quando, venti anni prima,  ha risolto un caso di omicidio, forse troppo velocemente.
Il passato ritorna e la verità si mostra essere tutt’altra.
Ed ogni tassello va a posto nel grande puzzle che l’autore ha saputo costruire così bene.
Adesso può cominciare l’attesa del prossimo libro di Joel Dicker.
Paolo Federici

 

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A mano disarmata

cara Federica

l’ho letto e mi sono vergognato: io non avrei avuto il coraggio che hai avuto tu.

L’ho letto e mi sono esaltato: c’è ancora speranza per questo nostro mondo disperato.

L’ho letto e mi sono preoccupato: l’unica certezza era che l’avevi scritto e quindi ci doveva essere un lieto fine

L’ho letto e mi sono commosso: la capacità di trasformare la realtà in un gioco era già stata raccontata nel film “la vita è bella”. E se là era arrivato il carroarmato, qui sono arrivati gli elicotteri.

L’ho letto e mi sono arrabbiato: la cattiveria umana è sempre troppa. Nonostante tutto, c’è ancora chi ti vuole infangare.

L’ho letto e mi sono entusiasmato: per la tua inventiva (il doppio registratore), per la tua perseveranza (stiamo parlando di più di quattro anni passati, praticamente, da reclusa), per la tua fiducia nella giustizia (quando anche qualcuno tra quelli che dovevano difenderti si mostrava “colluso”), per l’amore per i tuoi bambini (al giorno d’oggi è già dura tirarne su uno, figuriamoci tre), per l’appoggio di tuo marito (non so quanti avrebbero accettato di viverti accanto!), per l’affetto di tua madre (eh sì, la mamma è sempre la mamma).

L’ho letto e mi sono detto: anch’io! Anch’io NON abbasserò mai la testa. Anch’io sono “uno di noi” e siamo in tanti a credere nel futuro, a credere che un mondo migliore sia possibile, a voler lasciare qualcosa di bello in eredità ai nostri figli.

Alla fine una sola parola: grazie!

Paolo Federici

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Quelli del Ducato

la compagnia teatrale degli Arciallegri di Segrate racconta la storia del Ducato di Milano
(spettacolo rappresentato a Segrate domenica 6 maggio 2018)

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Legge elettorale?

come funziona: il Presidente della Repubblica sceglie il Presidente del Consiglio e lo incarica di formare il Governo.
Il Governo deve avere la fiducia sia dalla Camera che dal Senato.
Il Senato (diversamente dalla Camera) viene eletto su base regionale (come prevede la Costituzione).
Nell’eventualità di una legge maggioritaria (con premio di maggioranza e/o con ballottaggio) questa funzionerebbe su base nazionale (per la Camera) ma comporterebbe 21 premi di maggioranza e/o ballottaggi (regionali) per il Senato.
Bisognerebbe quindi PRIMA cambiare la Costituzione (abolendo il Senato …! Cosa che si era tentata di fare con il referendum del 4 dicembre 2016.).
Quindi una qualsiasi modifica della legge elettorale, se PRIMA non venisse modificata la Costituzione, NON potrebbe permettere alcuna maggioranza.
Proporre di “rivotare” e/o di “modificare la legge elettorale” … sono entrambe soluzioni che NON porteranno a niente.
Va aggiunto che l’eventuale PREMIO DI MAGGIORANZA non può essere applicato se non al raggiungimento del 40 per cento (la questione è già stata affrontata dalla Corte Costituzionale): siccome oggi come oggi nessuno ha il 40 per cento, il premio di maggioranza non entrerà mai in vigore.
Quindi bisogna arrivare a formare delle COALIZIONI di Governo da proporre agli elettori PRIMA del voto.
Tenendo presente che il PREMIO DI MAGGIORANZA andrà conteggiato a livello nazionale alla Camera e a livello regionale al Senato, avremo (per il Senato!) diverse possibilità:
– una coalizione raggiunge il 40 per cento in alcune regioni e in altre no (quindi nelle regioni “no” il premio di maggioranza non viene assegnato).
– una coalizione raggiunge il 40 per cento in alcune regioni mentre in altre la soglia viene raggiunta da un’altra coalizione! (ad esempio, il centrodestra nelle regioni del Nord, il moviento cinque stelle in quelle del Sud)
Torniamo dunque daccapo: bisognerebbe PRIMA cambiare la Costituzione (abolendo il Senato …! Cosa che si era tentata di fare con il referendum del 4 dicembre 2016.).
Paolo Federici
(grazie a Mich … per l’aiuto!)

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Lo sfigato

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L’esperimento

George Orwell (che non si chiama George Orwell, ma Eric Arthur Blair) ha scritto un libro di fantascienza (che ai giorni nostri non è più fantascienza) raccontandoci di un ipotetico 1984 (che è ormai un reale 2018).
Jacopo Iacoboni (che si chiama davvero Jacopo Iacoboni) ha scritto un libro che si rifà a quello di Orwell (L’ESPERIMENTO) raccontandoci come le previsioni orwelliane si stiano realizzando nell’attuale.
Già un terzo degli italiani si sono lasciati avvolgere nella tela di ragno tessuta da un fine tessitore, fino a raggiungere la maggioranza (fortunatamente solo relativa) alle ultime elezioni.
Jacopo evidenzia le inconguenze della situazione che si è venuta a creare ma ormai pare essere tardi per risvegliare il popolo dal torpore nel quale è caduto.
D’altronde i libri possono essere letti solo da chi è sveglio: chi è tutto preso dall’abbraccio di Morfeo è impossibilitato a leggere alcunché.
E chi crede, continua a credere sempre e comunque.
Insomma, non illudiamoci.
Un giorno non troppo lontano toccherà anche a noi, come al protagonista di 1984, affidarci al Grande Fratello.
E l’esperimento del quale ci racconta l’autore avrà raggiunto il suo compimento.
D’altronde tutta la letteratura è piena di casi analoghi: non riesce forse Pinocchio a diventare uomo quando finalmente decide di affidarsi al … Grillo (parlante)?
Chissà se invece il futuro (che, come ci insegna Doc, non è ancora scritto) potrà aiutarci a rinsavire!
Sempre che non abbia ragione George Santillana, quello che diceva: “chi non conosce la storia sarà costretto a riviverla”.
Paolo Federici

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Divergenze

ebbene sì, ho letto il resoconto del professor Giacinto della Cananea, che si è preso la briga di confrontare i programmi di M5S, LEGA e PD.

Due frasi sono sintomatiche:
Le divergenze riguardano TEMI e PROBLEMI tra quelli più rilevanti.
Le piattaforme politiche sono IRTE di differenze

Le differenze/divergenze riguardano:
la VITA ASSOCIATIVA
L’ORDINE MORALE
La GIUSTIZIA PENALE
La SEPARAZIONE DELLE CARRIERE
La MATERIA VACCINALE
L’UNIONE (Europea) ECONOMICA
L’UNIONE (Europea) MONETARIA
Le PENSIONI
L’ALLEANZA ATLANTICA
Il TRATTATO di MAASTRICHT
il RAPPORTO tra PUBBLICO e PRIVATO nel settore della SANITA’
La gestione degli APPALTI PUBBLICI

Ci manca che dicano che uno tifa Juve, uno Napoli ed uno Inter … ed il quadro è completo.

Ma davvero il PD vuole “aprire” un tavolo di trattative con questi qui?

#senzadime

Paolo Federici

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