Evviva l’evasione!

ormai mi ero abituato a non dover più portare soldi in tasca: perfino per il carrello del supermercato ho il gettone attaccato al porta chiavi!
Qualunque cosa anche di poco costo (biglietto della metro, caffè, giornale, gelato…) la pagavo con la carta di credito.
Da tempo non avevo più banconote nel portafoglio.
E adesso?
Se vado al bar, il barista può rifiutarsi di accettare la carta di credito.
Se vado all’edicola, il giornalaio può rifiutarsi di accettare la carta di credito.
Se devo comprare la pizza da portare a casa, il pizzaiolo può rifiutarsi di accettare la carta di credito.
Ma perché?
Mi chiedo…
Ma come, se vado all’estero (nei paesi più civilizzati) il denaro è praticamente sparito.
Qui da noi invece abbiamo deciso di tornare indietro.
Hanno appena derubato un mio amico ristoratore perché stava tornando a casa con l’incasso in contanti (quella parte di incasso di chi ancora usa le banconote!).
Se nessuno pagasse più in contanti, anche i negozianti non sarebbero più nel mirino dei ladri.
Sapendo che nessuno ha i contanti, cosa ti rubano?
Ma se un negozio ha il POS (che deve avere per i pagamenti superiori ai 30 euro!) per quale motivo dovrebbe essere avvantaggiato dal rifiutarsi di accettare pagamenti inferiori ai 30 euro?
Mi sembra chiara la volontà del Governo: rottamare le cartelle esattoriali (alla faccia di chi le cartelle le ha pagate!), aumentare il contante da poter far girare in nero senza controllo, fare una politica basata sui condoni e sui sussidi fa sì che l’evasione fiscale possa tornare a crescere.
Alla faccia di chi era riuscito a farla calare.
Evidentemente agli italiani va bene così e quello sbagliato sono io.
Me ne farò una ragione.
Paolo Federici

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l’INPS risponde… subito (o quasi!)

il 29 agosto 2022 l’INPS mi scrive:
Gentile PAOLO FEDERICI, in merito alla sua richiesta di accredito del servizio di leva con Protocollo n. * le comunichiamo che la stessa non può essere accolta per il seguente motivo: avendo fatto richiesta nel 2015 del foglio matricolare al ministero ed all’assicurato e non avendo avuto alcuna risposta si respinge. Accedendo al Portale INPS potrà stampare una copia del provvedimento che le è stato inviato con posta ordinaria.

cioè, in pratica dopo 7 anni da quando avevo fatto la domanda, si accorgono che la domanda non può essere accettata perché la Marina Militare non ha mai risposto alla loro richiesta del foglio matricolare (necessario per conteggiare, ai fini pensionistici, anche il perodo di leva!)

Al che mi metto in moto.
Parlare con l’INPS è impossibile.
Bisogna andare sul sito, con lo SPID, scrivere quello che si chiede e poi aspettare
Gli scrivo:

Fatemi capire
Mi rispondete dopo 7 anni?
Dopo che vi ho inviato tutto quanti richiesto?
Che dire: complimenti.
(cioè il Ministero NON vi risponde e quindi, dopo sette anni, la mia domanda viene respinta! Ed io cosa dovrei fare, andare al Ministero a ribaltare qualche scrivania e dare la sveglia a chi si è addormentato sulla mia pratica? Ed il bello è che neanche vi vergognate, tanto voi a fine mese lo stipendio lo prendete comunque.)

Intanto scrivo alla Marina Militare chiedendo l’attestazione del periodo di leva svolto.

Mi rimandano da un ufficio all’altro, però almeno si danno da fare.

il 1 settembre 2022 la MARINA MILITARE mi scrive:
Gentile signor Federici,
stiamo trasmettendo la sua pratica alla Divisione Documentazione Marina, che – crediamo e speriamo – non ci metterà altri 7 anni a rispondere.
Certo che, però, anche l’INPS se ne è ricordata presto…!

il 2 settembre mi arriva la risposta dell’INPS:
prima di respingere la pratica si è cercato più volte di contattarla senza riuscirci.
Nella respinta infatti diciamo che non abbiamo avuto risposta in merito né dal Ministero né dall’interessato.
Inviando il foglio di congedo matricolare anche con una email a contoindividuale.milanoest@inps.it la pratica viene riesaminata.
Distinti saluti

Ovviamente non è possibile rispondere a questa mail.
Ovviamente non è vero che non potevano contattarmi, visto che la mail ad agosto di quest’anno me l’hanno mandata.
Visto che nel mio profilo INPS è inserito anche il mio indirizzo ed il mio numero di cellulare!
Comunque, se voglio scrivere all’INPS devo rifare tutta la prassi: bisogna andare sul sito, con lo SPID, scrivere quello che si chiede e poi aspettare.

Mi armo di pazienza e ricontatto l’INPS chiedendo un appuntamento telefonico.
Finalmente parlo con un essere umano.

Mi dice di rimandare la certificazione della Marina Militare (quando la riceverò) ad una certa mail certificata…

La MARINA MILITARE impiega un po’ a trovare la mia documentazione anche perché sono passati quasi 50 anni da allora… però riescono ad ottenere il certificato.

Lo mando all’INPS… e finalmente mi rispondono:

Buongiorno,
le comunichiamo che il periodo di servizio militare dal 12/10/1972 al 20/12/1974 – presente sulla sua posizione assicurativa dal 16/01/2017 – è già stato considerato nel ricalcolo della pensione effettuato in data 03/10/2017 (ricalcolo effettuato per trasformazione della pensione da provvisoria a definitiva).
Distinti saluti

cioè… un ufficio INPS mi aveva comunicato (nel 2022!) che mancava un documento per conteggiare nella pensione il periodo di leva e, dopo che mi sono sbattuto per averlo, un altro ufficio INPS mi dice che lo avevano già avuto e già conteggiato fin dal 2017!

La mano destra non sa quello che fa la sinistra.
Chiamasi “burocrazia”
Paolo Federici

(p.s.: scartabellando a fondo tra i documenti che ho in casa ho ritrovato una mia lettera del 2016 inviata all’INPS con allegato il foglio matricolare! Quindi alla loro richiesta era stato risposto, già da diversi anni, sia da me che dalla Marina Militare!)

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Sempre più in alto.

Normalmente ai libri di Guillaume Musso do il massimo dei voti.
Questa volta è diverso: mi servirebbe un voto ancora superiore.
Storie che si intrecciano, si incastrano una sull’altra, verità che si trasfigurano passando da un capitolo all’altro.
Casualità che assumono aspetti contrastanti: tutto ha una sua logica, una sua ragione di essere.
I colpi di scena sono all’ordine del giorno.
Quando credi di aver capito tutto, come in un gioco di prestigio, il mago (in questo caso, lo scrittore) cambia le carte in tavola lasciandoti piacevolmente stupefatto.
Un Alexandre Dumas moderno, l’autore ci riporta al comportamento ed alla morale dei moschettieri.
Un romanzo che si snoda tra Parigi e Venezia, quasi una gara tra quale delle due sia la città migliore.
Nonostante l’autore sia francese, credo proprio che non ci sia partita.
La verità è lì, davanti ai vostri occhi, fin dall’inizio eppure bisogna cadere nella trappola tesa dall’autore per capirlo, ma solo alla fine.
Buona lettura.
Paolo Federici

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Quando la fantapolitica diventa arte!

Operazione Kazan
ho letto (velocissimamente!) questo libro di Vicente Valles.
Sicuramente ne faranno un film: di quelli con gli agenti segreti, il mondo da salvare, i buoni ed i cattivi.
Ed anche se la guerra di spie è tra Russia e Stati Uniti, al centro della storia (per un evidente campanilismo dell’autore!) ci sono i servizi segreti spagnoli.
Un progetto ambizioso partito ai tempi di Stalin ma che fa sentire la sua influenza ancora oggi.
Il sogno di ogni organizzazione spionistica è quella di piazzare un loro agente nelle fila nemiche, possibilmente in qualche posto di rilievo.
Qui si raggiunge il top: quell’agente russo sta per arrivare al vertice, perché è in lotta per la presidenza degli Stati Uniti.
Immaginatevi un leader politico manovrato dal nemico per antonomasia.
La cosa che mi ha fatto sorridere è che il vero nome della spia è Salvinov, traslato in Salvin.
Nella versione italiana avrebbero potuto anche aggiungere una vocale alla fine del cognome.
Comunque, al di là della storia, viene da pensare: non sappiamo cosa guidi davvero i nostri politici, quale ideologia intendano portare avanti.
Perché molti sono i chiamati ma pochi gli eletti (come diceva anche un grande uomo, circa duemila anni fa).
Volete un consiglio?
Leggetelo, poi magari scrivetemi che ne discutiamo.
Perché non vorrei che la realtà possa superare la fantasia: le premesse, a ben guardare, ci sono tutte.
Almeno per qualcosa che ci riguarda un po’ più da vicino.
Paolo Federici

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il discorso di insediamento di Giorgia Meloni

se ve lo siete persi, vi faccio io un riassuntino!
ha cominciato ringraziando Tina (Anselmi) e Nilde (Jotti)… donne certamente non di destra; poi ha affermato (come Gorbaciov) che l’Unione Europea per noi è la casa comune dei popoli europei. Ha chiarito che bisogna dare sostegno al valoroso popolo ucraino che si oppone all’invasione della Federazione Russa.
Ha detto che non bisogna cedere al ricatto di Putin sull’energia, perché questo non risolverebbe il problema, ma anzi lo aggraverebbe aprendo la strada ad ulteriori pretese e ricatti, con futuri aumenti dell’energia ancora maggiori di quelli che abbiamo conosciuto in questi mesi.
Ha cambiato idea sulle trivelle: oggi i nostri mari possiedono giacimenti di gas che abbiamo il dovere di sfruttare appieno. E la nostra Nazione, in particolare il Mezzogiorno, è il paradiso delle rinnovabili, con il suo sole, il vento, il calore della terra, le maree e i fiumi. Un patrimonio di energia verde troppo spesso bloccato da burocrazia e veti incomprensibili.
Si è schierata (giustamente, dico io!) contro il reddito di cittadinanza perché la strada maestra, l’unica possibile, è la crescita economica, duratura e strutturale.
Il PNRR (che ha cercato di attribuire addirittura a Tremonti) è un’opportunità straordinaria di ammodernare l’Italia: abbiamo tutti il dovere di sfruttarla al meglio.
Ha affossato ulteriormente la politica dei cinquestelle chiedendo di archiviare finalmente la logica dei bonus, per alcuni, utili spesso soprattutto alle campagne elettorali, in favore di investimenti di medio termine destinati al benessere dell’intera comunità nazionale.
Ha ripreso il progetto di modifica della Costituzione per dare all’Italia un sistema istituzionale nel quale chi vince governa per cinque anni e alla fine viene giudicato dagli elettori per quello che è riuscito a fare.
Forse che forse, finalmente qualcuno ha capito che la posizione strategica dell’Italia può farci crescere nella logistica?
Ha detto, infatti: penso alla favorevole posizione dell’Italia nel Mediterraneo e alle opportunità legate all’economia del mare, che può e deve diventare un asset strategico per l’Italia intera e in particolare per lo sviluppo del meridione.
Poi si è lasciata andare a parlare della flat tax, anzi no… della tassa piatta, come la chiama lei, proponendo, al momento, solo un’estensione (da 65.000 a 100.000 euro)
Finalmente parole di fuoco per una serrata lotta all’evasione fiscale che deve partire da evasori totali, grandi imprese e grandi frodi sull’Iva.
Tornando sul reddito di cittadinanza ha fatto sue le parole del Papa: “La povertà non si combatte con l’assistenzialismo, la porta della dignità di un uomo è il lavoro”. E’ una verità profonda, che soltanto chi la povertà l’ha conosciuta da vicino può apprezzare davvero.
Perché per come è stato pensato e realizzato, il reddito di cittadinanza ha rappresentato una sconfitta per chi era in grado di fare la sua parte per l’Italia, oltre che per se stesso e per la sua famiglia.
E poi ha parlato della scuola: l’istruzione è il più formidabile strumento per aumentare la ricchezza di una nazione, sotto tutti i punti di vista. Perché il capitale materiale non è niente senza capitale umano. Per questo la scuola e l’università torneranno centrali nell’azione di governo, perché rappresentano una risorsa strategica fondamentale per l’Italia, per il suo futuro e i suoi giovani.
Però (excusatio non petita) ha poi aggiunto che: un governo di centrodestra non limiterà mai le libertà esistenti di cittadini e imprese. Vedremo alla prova dei fatti, anche su diritti civili e aborto, chi mentiva e chi diceva la verità in campagna elettorale su quali fossero le nostre reali intenzioni.
Facendo un voltafaccia a tutto tondo ha parlato del fascismo, così: libertà, libertà. Libertà e democrazia sono gli elementi distintivi della civiltà europea contemporanea nei quali da sempre mi riconosco. E dunque, a dispetto di quello che strumentalmente si è sostenuto, non ho mai provato simpatia o vicinanza nei confronti dei regimi antidemocratici. Per nessun regime, fascismo compreso. Esattamente come ho sempre reputato le leggi razziali del 1938 il punto più basso della storia italiana, una vergogna che segnerà il nostro popolo per sempre.
Però poi si è allargata al solito “sono tutti uguali”: i totalitarismi del ‘900 hanno dilaniato l’intera Europa, non solo l’Italia, per più di mezzo secolo, in una successione di orrori che ha investito gran parte degli Stati europei. E l’orrore e i crimini, da chiunque vengano compiuti, non meritano giustificazioni di sorta, e non si compensano con altri orrori e altri crimini. Nell’abisso non si pareggiano mai i conti, si precipita e basta. Ho conosciuto giovanissima il profumo della libertà, l’ansia per la verità storica e il rigetto per qualsiasi forma di sopruso o discriminazione proprio militando nella destra democratica italiana.
Posso dire che non mi fido di chi fa certe giravolte?
Che sia la volta buona che si andrà a cercare la verità su chi ha speculato sul COVID?
Ecco dunque: occorrerà fare chiarezza su quanto avvenuto durante la gestione della crisi pandemica. Lo si deve a chi ha perso la vita e a chi non si è risparmiato nelle corsie degli ospedali, mentre altri facevano affari milionari con la compravendita di mascherine e respiratori.
Forse eccedendo… si è lanciata perfino a dire: non ci siano mai più casi Bibbiano.
Ha dichiarato guerra alla mafia (sicura che non ci siano mafiosi nel suo Governo e tra i suoi sostenitori?): affronteremo il cancro mafioso a testa alta, come ci hanno insegnato i tanti eroi che con il loro coraggio hanno dato l’esempio a tutti gli italiani, rifiutandosi di girare lo sguardo o di scappare anche quando sapevano che quella tenacia probabilmente li avrebbe condotti alla morte.
Dalla certezza della pena è arrivata anche a parlare della giustizia che deve esistere anche in carcere: dall’inizio di quest’anno sono stati 71 i suicidi in carcere. Non è degno di una Nazione civile, come indegne sono spesso le condizioni di lavoro dei nostri agenti di Polizia penitenziaria.
E finalmente ha parlato degli extra-comunitari: in Italia, come in qualsiasi altro Stato serio, non si entra illegalmente; si entra legalmente attraverso i decreti flussi.
Cosa che nessuno ha mai contestato: il vero problema è l’impossibilità di mettersi in regola, creando – di fatto – l’illegalità attraverso la legge!
Poi eccoci all’utopia (dell’aiutiamoli a casa loro): bisogna rimuovere le cause che portano i migranti, soprattutto i più giovani, ad abbandonare la propria terra, le proprie radici culturali e la propria famiglia per cercare una vita migliore in Europa.
Per concludere infine con il più classico dei finali: si fa come voglio io e basta (Io sono sempre stata una persona libera, sarò sempre una persona libera e, per questo, intendo fare esattamente quello che devo.)

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meno male… che è finita!

è stata una bella campagna elettorale.
(Beh, se non conoscete il sarcasmo… andate a cercare sulla Treccani!)
Comunque ho montato gazebo, distribuito volantini, organizzato pizzate e perfino una lotteria di finanziamento…
Andando in giro per i paesi vicini, ho conosciuto tanta bella gente (questo è il vero lato positivo): tutti disposti a darsi da fare per sostenere e promuovere i nostri candidati.
Sempre col sorriso sulle labbra, incontrando gente disposta a fermarsi a parlare: ascoltare, farsi un’idea, magari fare anche domande, cercando di capire.
Proposte chiare, idee per il futuro, una visione ottimistica.
E se tanto mi da tanto, il risultato che uscirà delle urne dovrebbe essere una piacevole sorpresa.
Noi ce l’abbiamo messa tutta per farci conoscere e guadagnarci la fiducia degli elettori.
Ai posteri l’ardua sentenza.
Paolo

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La storia di oggi raccontata (anzi, cantata!) dal cantastorie

La canzone di Mario

Questa di Mario Draghi e la storia vera
Divenne Presidente a primavera
Lo volle qui in Italia Mattarella
Brillava luminosa la sua stella

Nave sanza nocchiero in gran tempesta
Era l’Italia ma lui la ridesta
Come ammiraglio esperto timoniere
Lui di guidarla si sentì in dovere

La nave superava tutte l’onde
Ma ecco che un pericolo nasconde
Quattro corsari a bordo son saliti
Purtroppo ad affondarla son riusciti

I loro nomi tutti conosciamo
Ben tre sono i pirati, lo sappiamo
Però l’ammutinata quella vera
È donna, madre, cristiana, corsara nera

La nave sta affondando in mare aperto
Ecco in soccorso arriva un duo esperto
Ci prova Renzi e prova anche Calenda
A riportare a galla la vicenda

Questa mio caro Mario è la tua canzone
Che torni a governare la nazione
È il sogno che teniamo nel cassetto
A presto, Presidente… ecco l’ho detto

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L’informazione ai tempi di internet

c’è un comunicato su FACEBOOK dove si dice che mentre la Spagna ha abbassato l’IVA sul gas al 5 per cento, in Italia siamo ancora al 22.
Ovviamente l’informazione è falsa (l’Italia già da tempo ha ridotto l’IVA al 5 per cento ed è stata una delle prime nazioni a farlo. Semmai è la Spagna ad essersi svegliata solo adesso).
I commenti sotto a questa notizia sono tutti di indignazione contro il Governo e contro Draghi.
A nulla serve scrivere (mettendo tutti i link del caso) che l’affermazione è sbagliata.
Ognuno continua imperterrito a commentare la notizia (falsa).
In questo momento ci sono almeno 300 commenti di persone arrabbiatissime… e solo due o tre di chi fa presente come la notizia sia falsa.
Se tanto mi da tanto, significa che l’un per cento delle persone si informa a dovere.
L’altro novantanove è fatto da persone indignate, persone che votano e che voteranno contro il Governo accusandolo di una colpa che certamente non ha.
Ma ormai gran parte dell’informazione funziona così: si manda in giro una notizia falsa.
Nessuno ne controlla la veridicità.
Moltissimi la prendono per vera e su quella falsità si costruisce il consenso a favore di uno o dell’altro partito.
Ci sono poi dei siti web specializzati nel costruire notizie false, ma nessuno li chiude (pare che impedire a qualcuno di mentire sia un attentato alla sua libertà) e moltissime persone creano i propri giudizi proprio abbeverandosi a quelle fonti.
Come possiamo sperare che, nel segreto dell’urna, in tanti siano in grado di decidere per il meglio?
Il pessimismo, che non ha mai fatto parte del mio patrimonio genetico, è in risalita.
Mala tempora currunti, dicevano i latini.
Sed peiora parantur.
Paolo Federici

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Il tempo è la misura di tutte le cose

Lo sapete che il costo del trasporto (via nave) dalla Cina all’Europa è decuplicato rispetto al periodo pre-pandemia?
Perché?
Perché moltissime aziende hanno preferito spostare la produzione in Cina chiudendo gli stabilimenti in Europa, pensando che così facendo avrebbero risparmiato.
Ma questo ha fatto aumentare la domanda di trasporto ed, in base alla legge della domanda è dell’offerta, i prezzi dei trasporti sono anch’essi aumentati.
E adesso che i costi di trasporto sono decuplicati… le aziende europee sono in crisi.
Solo io ci vedo una somiglianza con l’aver spostato la produzione di energia (gas) in Russia (nel senso che anziché produrre energia qui, anni fa abbiamo deciso di comprare il gas là perché era più conveniente) e adesso che i costi del gas sono aumentati vertiginosamente… siamo in crisi.
Forse bisognava pensarci prima.
Prima di spostare le fabbriche in Cina.
Prima di spostare gli acquisti di gas in Russia.
Ma… del senno di poi son piene le fosse.

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un gazebo… da artista!

tra i tanti amici di ItaliaViva eccone uno speciale: Guido!
Lui è un pittore bravissimo, soprattutto a fare i ritratti.
Qualche tempo fa ha realizzato uno specialissimo gioco dell’oca con tutti i principali personaggi della politica: si parte da Renzi per arrivare a Draghi (lo potete scaricare qui: click)
Oggi ha tappezzato un gazebo, utilizzato per la campagna elettorale (di Azione-ItaliaViva, ovviamente!), con l’immagine di Draghi (a presto, Presidente!), ma anche con un simpatico ritratto dei quattro corsari che hanno costretto Draghi alle dimissioni, dando fuoco alla nave, che era carica di ottimi programmi, così da farla affondare (nave sanza nocchiere in gran tempesta).
E poi c’è l’Italia, sì proprio lei, la “serva Italia, non donna di province, ma bordello” che chiede aiuto a gran voce.
Lo trovate in piazza, a Pioltello… (insieme a Maria!) nei week-end da qui fino alla fine della campagna elettorale: il gazebo è quello di Azione-ItaliaViva.
Vale la pena andarci a fare una visita!
Magari, se gli siete molto (ma molto) simpatici, vi farà il ritratto.
Ah… dimenticavo, preferisce fare i ritratti alle belle donne.
Perché lui sì che è un vero cavaliere.
Paolo Federici

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