Arimo!

Toto Cutugno cantava “con l’autoradio sempre nella mano destra…”.
Beh, ormai nessuno cammina più con l’autoradio, ma qualcuno (come me!) va sempre in giro con un libro sottobraccio.
Ed ogni momento è buono per leggere.
Seduto in metro, in coda per fare gli esami del sangue, in attesa della pizza da asporto…
Restando chiuso nel mio silenzio.
In questi ultimi giorni il libro che sto leggendo, invece, sta scatenando la curiosità della gente.
Emeriti sconosciuti che, spuntati dal nulla, mi parlando:
“com’è quel libro?”
“ho letto qualche altro libro dello stesso autore, spero che questo non sia angosciante come gli altri.”
“lo sto leggendo anch’io. Sono già oltre la metà.”
“vorrei acquistarlo: lei me lo consiglierebbe?”
Il discorso si allarga: uno, due, tre… che si intromettono nella discussione.
Una cosa è certa: in molti ne hanno sentito parlare, quasi tutti conoscono l’autore, tutti sanno che occupa il podio della classifica delle vendite.
Il silenzio viene rotto dal chiacchiericcio, ognuno dice la sua.
Era da tempo che non notavo un così grande interesse intorno ad un libro.
Questo mi sprona ad accelerare i tempi di lettura: sfrutto ogni minimo sprazzo di tempo.
Dopo solo tre giorni ho già superato abbondantemente la metà.
Il racconto ha un suo fascino strano, travalica la realtà, costruisce un ponte con un altro mondo (l’aldilà?).
Meno male che si avvicina il week end.
Per domenica sera sarà tutto finito ed anche questa mia recensione verrà completata…
Per ora accontentatevi del titolo: “La casa delle luci” (di Donato Carrisi)
A presto!

Non bisognerebbe mai giudicare un libro dalla copertina, ma nemmeno dopo averne letto poco più della metà.
Il giudizio che avevo dato soltanto due giorni fa è totalmente cambiato.
Volendo pensare positivo, ci sono due possibilità: una che l’autore abbia già in mente un nuovo libro con la spiegazione di cose che sono rimaste in sospeso. L’altra che l’autore abbia già in mente un nuovo libro con la spiegazione di cose che sono rimaste in sospeso. Tertium non datur, come dicevano i latini.
Perché altrimenti non resterebbe che giudicare questo libro ugualmente a come Fantozzi dichiarò la corazzata Potiomkin.
Se ancora non l’avete letto, NON leggete il seguito di questa recensione.
Altrimenti provate a rispondere a qualche domanda.
(Ripeto, sto facendo SPOILER):
Chi è la madre di Eva (e come fa ad avere una doppia personalità: la sua e quella della governante)?
Cosa c’entra tutta la storia del ragazzino con la vicenda di Eva?
Chi sono i componenti della setta segreta che agisce nell’ombra?
Cosa succede dopo l’intervento della polizia?
E ne avrei altre…
Insomma se qualcuno ha tempo e voglia di spiegarmi, la mia mail è sempre la stessa: paolofederici@paolofederici.it

Paolo Federici

Informazioni su Paolo Federici

La migliore soddisfazione è sbagliare apposta per dare agli altri l'illusione di essere superiori.
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