In Crociera? Ma anche… no!

a giugno il mio amico Salvatore mi comunica che ha prenotato una crociera nei caraibi, per lui a sua moglie.
Che facciamo, andiamo anche noi?
Ci metto un minuto a decidere: “Titti, chiama la MSC e prenota. Digli che vogliamo esattamente lo stesso che hanno prenotato i nostri amici.”
Alla MSC sono gentilissimi, mi chiamano (al telefono) nonostante sia domenica e si mettono a disposizione.
Il primo dicembre partirà il volo su Miami.
Arriveremo la sera.
Dovremo pernottare a Miami ed il due dicembre ci imbarcheremo.
Ci aspettano sei tappe che si preannunciano indimenticabili.
Il tempo vola, nell’attesa, ma la data di partenza si avvicina.
Dalla MSC ci comunicano: dovrete consegnare le valigie a Malpensa e le ritroverete sulla nave. Per la notte da passare a Miami, portatevi un trolley con un cambio biancheria, pigiama e spazzolino da denti… Tutto il resto lo troverete quando sarete a bordo.
Ma anche, siccome durante la crociera io avrei compiuto gli anni, la MSC mi avrebbe fatto un regalo (a scelta tra una lista che mi sottopongono): scelgo la torta.
C’è anche un altro importante evento: l’anniversario di matrimonio, per il quale avremmo avuto un ulteriore regalo (un’escursione a scelta tra tre).
Due giorni prima di partire facciamo l’ultima telefonata riepilogativa: ci riconfermano la storia delle valigie. Stampiamo le etichette con il numero della cabina e le applichiamo sulle due valigie.
Insomma, siamo pronti.
Arriviamo in aeroporto e la rappresentante della MSC ci informa: “a Miami dovete ritirare le valigie”.
“No, scusi… ma come? Ci hanno detto di consegnarle a Malpensa e le ritroveremo in cabina!”
“Senta, io non sono responsabile di quello che dicono le agenzie…”
“Nessuna agenzia: noi abbiamo prenotato con MSC direttamente.”
“Io le dico che a Miami dovete ritirare le valigie, poi faccia un po’ come crede. Se poi le valigie restano a Miami, non venga a protestare con la MSC.”
Ahi ahi, partiamo con il piede sbagliato.
Arriviamo a Miami, ritiriamo le valigie, aspettiamo…. aspettiamo finché ci caricano e ci lasciano, insieme ad un’altra ventina di persone, in un albergo che non è l’Hilton (sì, c’era scritto: Hilton o similare! Non mettiamoci a discutere per ogni cosa).
L’albergo è ovviamente pagato ma se vogliamo la chiave della stanza dobbiamo lasciare 100 dollari di deposito cauzionale.
La coppia di italiani che è al banco (noi siamo in coda!) non capisce cosa le venga richiesto.
Un rappresentante MSC non esiste proprio ed allora eccomi partire in difesa degli italiani abbandonati a se stessi.
Il portiere mi spiega che bisogna lasciare un deposito cauzionale nel caso che qualcuno prenda qualcosa dal frigobar… solo che la coppia di italiani non ha dollari. Ha una carta di credito MASTERCARD, ma l’albergo non la accetta.
Prova a pagare con 100 euro, ma l’albergo non accetta valuta straniera.
A Miami sono solo le dieci di sera, ma per noi sono le quattro di notte…
Abbandonati a noi stessi, senza aiuto da parte della MSC, senza che nessuno abbia mai detto che bisognava portarsi 100 dollari per il deposito cauzionale.
“Titti – urlo rivolgendomi a mia moglie – dammi 100 dollari”
Li consegno alla coppia al bancone dicendo: “poi domani me li restituite!”
Almeno risolviamo il problema.
Insistono per darci 100 euro.
Ok, domani rifaremo lo scambio…!
La seconda coppia timidamente:
“Senta non è che riesce ad aiutare anche noi?”
“Titti, dammi altri 100 dollari!”
Chiedo se altri abbiano bisogno… ma nessun altro si fa avanti.
Quando tocca a noi e presentiamo la AMERICAN EXPRESS PLATINUM al portiere brillano gli occhi:
“Paghi tu per tutti?” mi fa sornione!
Prima di andare a nanna, passiamo dal ristorante per mangiare qualcosa e faccio un’altra opera buona: mi metto a tradurre il menù per quelle due coppie di italiani che già avevo aiutato alla reception!
Finalmente arriviamo a bordo: la vacanza può cominciare.
La sera ci troviamo al bar con Salvatore e Simonetta ed il gruppo si allarga in poco tempo.
Abbiamo il pacchetto “all inclusive” per cui possiamo bere Mojito, Pinacolada, Whiskey… tutto a gratis.
Chiediamo uno spritz… ah no, quello è a pagamento.
Creiamo un gruppo su whatsapp e Salvatore posta subito la foto della frutta e del moscato che ha trovato in camera.
Ehm, in effetti avremmo dovuto averlo anche noi.
Chiediamo in reception (dopo aver fatto una discreta fila…):
“No, non ci risulta”
Tiziana spulcia le sue mail, finalmente ritrova quella che parla del moscato e della frutta in cabina e torniamo alla reception.
Altro giro, altro regalo:
“Ah sì, ha ragione. Glielo facciamo avere”
Comincio a dubitare del servizio.
Le valigie: uno mi dice una cosa, un altro me ne dice una diversa.
Il moscato, uno mi dice una cosa, un altro me ne dice una diversa.
Già che ci siamo vediamo di chiarire la questione dell’escursione gratis:
Chiediamo in reception (dopo aver fatto una discreta fila…):
“No, non ci risulta”
Tiziana spulcia le sue mail, finalmente ritrova quella che parla dell’escursione gratuita e torniamo alla reception.
Altro giro, altro regalo:
“Ah sì, ha ragione. Ecco tra quali può scegliere”
Arriva il giorno del mio compleanno.
La sera li vedo partire in pompa magna, con la torta, cantando e si dirigono verso di noi.
Poi si fermano al tavolo accanto al nostro e lasciano la torta ad una signora mora che, evidentemente è nata il mio stesso giorno.
Ed io?
Boh!
Il cameriere mi dice che la torta va prenotata.
Finita la cena andiamo in reception:
Chiediamo della torta (dopo aver fatto una discreta fila…):
“No, non ci risulta”
Questa volta Tiziana non riesce a ritrovare la mail… comunque chiedo:
“Scusate, ma la MSC non fa un regalo a chi compie gli anni?”
“No, assolutamente”
“Ma se mi hanno fatto scegliere tra una lista di diverse opzioni…”
Niente, discutere è inutile.
Intanto la tosse comincia a farsi sentire.
Questa maledetta mania di tenere l’aria condizionata a palla ci sta facendo tutti ammalare.
Ma è possibile doversi mettere maglione e felpa per andare al ristorante?
Stiamo bene solo in cabina (l’aria condizionata la regoliamo noi!) e, soprattutto, in veranda, dove si respira aria di mare.
E poi stiamo bene quando scendiamo a terra e ce ne andiamo a fare il bagno in qualche spiaggia caraibica.
Una cosa è certa: con me, la MSC ha chiuso.
Paolo Federici
(p.s.: sono a casa febbricitante e sotto antibiotici per la bronchite causata dall’aria condizionata.)

Informazioni su Paolo Federici

La migliore soddisfazione è sbagliare apposta per dare agli altri l'illusione di essere superiori.
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