La storia infinita

scritta (da Tiziana!) il 23 Novembre 2022

mentre è in coda all’UFFICIO IMMIGRAZIONE DELLA QUESTURA DI MILANO    

28/03/2022

Arriva a casa nostra Tamara, una donna ucraina di 45 anni fuggita dalla guerra.

Ha passato la frontiera tra Ucraina e Polonia in data 23/03/2022, ma senza passaporto, solo con un documento d’identità tipo la nostra carta d’identità elettronica, quindi non ha ottenuto nessun timbro o documento attestante la data d’entrata in UE. Arriva in Polonia con un treno umanitario da Zaporizhzhya dopo più di 24 ore di viaggio con due zainetti e una cagnolina.

29/03/2022

Come famiglia ospitante ci attiviamo immediatamente per l’iscrizione di Tamara al S.S.N. in modo che possa essere visitata da un medico ufficiale e ottenere il numero di STP che equivale alla nostra “tessera sanitaria” .

Con questo STP potrà accedere alla vaccinazione anti-covid che Tamara non ha mai fatto.

Abbiamo l’appuntamento dopo circa sette giorni.

Il sito della Regione Lombardia dice che la visita medica deve essere fatta entro 48 ore dall’arrivo in Italia. Comunque dopo 7 giorni andiamo nell’ospedale segnalato e viene fatta la visita medica: tutto OK. Abbiamo il numero di STP e procediamo per fissare la vaccinazione.

29/03/2022 stesso giorno

Vado nel mio Comune di residenza e chiedo la “Dichiarazione di ospitalità” ovvero un documento che attesta che io sto ospitando a casa mia una persona ucraina, cioè una persona extra-comunitaria e quindi la mia residenza diventa anche il domicilio temporaneo di Tamara, ottengo questo documento senza problemi, ma mi viene detto che ora Tamara deve recarsi in Questura o a un commissariato di P.S. di zona a richiedere la “DICHIARAZIONE DI PRESENZA” .

Immediatamente mi reco con Tamara (che parla solo russo e un po’ di inglese con il quale riusciamo a comunicare sufficientemente) e tutti i suoi documenti in Commissariato, ma ci viene rifiutata la richiesta perché non è possibile comprovare  la data di entrata nella UE. Il problema è che se fosse già in UE prima del 22/02/2022, data dell’inizio della guerra russo-ucraina,  Tamara non ha diritto ad essere accolta come rifugiata e beneficiare dei contributi e soprattutto del rilascio del permesso di soggiorno temporaneo. Praticamente si parte del principio che la richiesta sia un escamotage non troppo legale per regolarizzare persone che sono illegalmente in Italia da prima  dell’inizio della guerra. Cioè si considera la malafede in attesa di provare la buonafede …..

Ci dicono che Tamara, non avendo il passaporto, deve recarsi al Consolato Ucraino e richiedere un documento d’identità sostitutivo, meglio se indica anche la data di entrata in UE.

Inizi di Aprile 2022

Ci rechiamo al Consolato (che si trova dalla parte opposta della città, ma ci va bene perché in fila c’è gente che arriva da altre province e anche dal Piemonte)  e dopo  OTTO ore di coda Tamara, solo lei, viene ricevuta ed esce senza il documento richiesto perché non possono dichiarare che è entrata in UE dopo l’inizio della guerra.

Dopo qualche giorno, ritorniamo in Commissariato e ci ripetono che senza la dichiarazione consolare non possono rilasciare la dichiarazione di presenza.

Altri pochi giorni e ritorniamo al Consolato Ucraino e dopo altre 8 ore di coda, Tamara ottiene il documento d’identità sostitutivo senza data di d’entrata. Ci ripresentiamo in Commissariato e questa volta, senza che venga controllata la certificazione consolare, ci rilasciano la Dichiarazione di Presenza! Ma non ci danno ulteriori indicazioni.

Riusciamo a farla vaccinare sia prima che seconda dose, nonostante Tamara fosse molto restia.  Riesco anche a farla visitare da una ginecologa di un Consultorio Famigliare che riscontra dei problemi per i quali prescrive degli esami clinici. Contatto gli ospedali per prenotare le visite, ma scopro che il suo STP è valido solo per la vaccinazione. Per avere la tessera sanitaria deve prima ottenere il Permesso di Soggiorno temporaneo che si richiede in Questura presso l’Ufficio Immigrazione. Provo a chiamare per diversi giorni l’ Ufficio Immigrazione senza riuscire mai a parlare con nessuno, nessuna risposta.

Mi consulto con altre persone, come me ospitanti di persone rifugiate e che, come me, sono lasciate a sé stesse a intraprendere una dura lotta contro la burocrazia e la mancanza di informazioni.  Così vengo a conoscenza dell’esistenza di un numero del Comune di Milano a supporto dei rifugiati ucraini. Chiamo e mi confermano che sia necessario recarsi in Questura, ma bisogna chiedere un appuntamento via PEC e avere tanta PAZIENZA.

INTANTO È ARRIVATO MAGGIO

19/05/2022

Apro una casella PEC a mio nome e invio la richiesta di appuntamento all’Ufficio Immigrazioni per ottenere il Permesso di Soggiorno temporaneo per Tamara

27/05/2022

Ricevo conferma di appuntamento per il 21/07/2022

21/07/2022

Siamo impossibilitati ad accompagnare Tamara all’appuntamento per motivi di salute (Covid in famiglia)

22/07/2022

Richiedo via PEC un nuovo appuntamento

12/07/2022

Ricevo nuovo appuntamento per il 25/08/2022

25/08/2022

Andiamo all’appuntamento in orario, ma dobbiamo aspettare più di 3 ore prima che arrivi il nostro turno (avevamo ca 30 numeri prima del nostro). In uno stanzone dove c’era il Mondo nel senso che era affollatissimo di persone di ogni etnia e nazionalità, ci sono 15 / 17 sportelli, quelli dedicati all’Ucraina sono 4 di cui funzionante solo 1.

Dopo lunga attesa noto che la coda si snellisce più velocemente perché molte chiamate vanno a vuoto, forse non tutti hanno la “pazienza” richiesta.

Finalmente tocca a Tamara, io l’affianco per la comunicazione (ripeto che con Tamara ci capiamo in inglese). L’impiegato allo sportello controlla i documenti, ma non vanno bene perché la Dichiarazione Consolare non è stata legalizzata. Cado dalle nuvole perché nessuno ci aveva parlato di legalizzazione del documento. Nella PEC inviata per l’appuntamento, avevo specificato quali documenti avevamo in nostro possesso, ma nella risposta ricevuta non c’era alcun cenno riguardo l’obbligo della legalizzazione.

Così allo sportello apprendo che dobbiamo andare in Prefettura con marca da bollo da € 16,00 e richiedere il timbro di legalizzazione. Inoltre scopriamo che Tamara non avrà mai il Permesso di Soggiorno temporaneo sempre perché manca l’evidenza della data di entrata in UE. Non basta un’autocertificazione!

APRO PARENTESI

In aprile abbiamo tentato di avere dalla Polonia una dichiarazione scritta che confermi la data d’entrata in UE di Tamara tramite l’aiuto dei volontari del campo di raccolta profughi polacco che ha accolto Tamara in UE (in data 23/03). Ma ai volontari è stato detto che solo la diretta interessata poteva fare richiesta. Una gentilissima volontaria mi ha fatto avere il testo in polacco da inviare per e-mail all’ufficio di frontiera d’entrata in Polonia con la richiesta della dichiarazione, ho copia-incollato su e-mail e spedito.

Dopo diversi giorni mi rispondono che la Polizia di Frontiera polacca non rilasciava via e-mail questo tipo di certificazioni. Naturalmente il messaggio è in polacco e grazie a Google Translator sono riuscita a tradurlo

CHIUDO PARENTESI

Chiedo allora cosa possa mai fare questa donna ucraina per essere regolarizzata in Italia e non passare per clandestina. Mi rispondono che può richiedere un permesso speciale per rifugiati di guerra rivolgendoci a un altro sportello dello stesso Ufficio Immigrazione anche senza appuntamento ma non subito, prima bisogna far legalizzare il Certificato Consolare.

Uscite dalla Questura ci precipitiamo in Prefettura per la legalizzazione, ma anche per questa occorre un appuntamento da prendere via e-mail sul sito ufficiale della Prefettura. A casa mi collego al sito e ottengo l’appuntamento per il giorno 14/09/2022 ore 10.45

14/09/2022

Puntuali alle ore 10.45 siamo all’ufficio preposto della Prefettura, ritirano tutti i documenti necessari e ci invitano a ripresentarci tra le 12.30 e le 13.30 per ritirare il documento legalizzato. Così per l’una abbiamo la Dichiarazione Consolare legalizzata. Stesso giorno, per scrupolo, invio un’altra PEC in Questura chiedendo appuntamento per la richiesta del permesso speciale.

23/09/2022

Ricevo risposta via PEC dalla Questura che conferma NON sia necessario prendere appuntamento ma di presentarci direttamente agli sportelli dell’Ufficio Immigrazione negli orari di apertura con tutta la documentazione idonea.

04/10/2022

Riesco a ritornare in Questura con Tamara. Altro ufficio, altro stanzone affollato, 4 sportelli di cui ben 3 aperti, circa 60 numeri prima del nostro.

Mi rendo conto che sono l’unica italiana presente. Mi riarmo di pazienza come tutti e aspetto.

A un certo punto tutti gli impiegati (che sono dei poliziotti) dietro gli sportelli spariscono per almeno 15 minuti. Mi introduco nel retro degli sportelli (forte del fatto che non potranno mai espellermi dal mio Paese) per capire cosa sia successo e sembra che si festeggi la nascita del figlio di un impiegato…legittimo, ma in sala c’è almeno un centinaio di persone che aspettano da ore.

Sono un po’ indispettita per questo vuoto degli sportelli anche quando dopo svariati minuti tornano solo due impiegati e solo uno assiste il signore rimasto smarrito davanti allo sportello vuoto dopo che è stato chiamato il suo numero, l’altro sta lavorando al computer. Forte del fatto che sono l’unica italiana e già sfinita da 2 ore di attesa, mi avvicino allo sportello chiedendo la conferma di essere nell’ufficio giusto per la richiesta del permesso speciale. Mi risponde che il posto è giusto, ma oggi mi sarà data solo la data dell’appuntamento per presentare la richiesta. Ho un sussulto e mostro la PEC ricevuta da loro dove chiaramente è scritto che non è necessario l’appuntamento. Mi risponde che il messaggio non è così chiaro…. E comunque ci vuole l’appuntamento.

Mi altero, Tamara scoppia a piangere… faccio fermamente presente che non possiamo perdere tutta la giornata in fila per richiedere un appuntamento e che ormai tutti i documenti fatti da marzo stanno scadendo. Forse perché sono italiana, forse perché mi sto proprio “incazzando”, forse mosso a compassione delle lacrime di Tamara, l’impiegato prende i documenti e li controlla, sembra che vadano tutti bene, ma dobbiamo comunque prendere l’appuntamento.

Dice che eccezionalmente me lo può dare lui senza farci aspettare il nostro turno e comunque non ci sono date libere fino a marzo 2023. Altro sussulto… Dico che non è ammissibile, non è possibile, noi vogliamo regolarizzare Tamara, darle la possibilità di lavorare e di curarsi. Il signore aldilà dello sportello ha l’infelice idea di chiedermi che cosa abbiamo fatto in tutto questo tempo da quando Tamara è arrivata. Cosa abbiamo fatto??? Sento che mi si alza il tono della voce e gli racconto di 8 + 8 ore di fila davanti al Consolato,, degli appuntamenti dati dopo più di tre mesi dalla richiesta, le ore di attesa fatte nei vari uffici sparsi per la città, le informazioni incomplete date a pezzetti e bocconi… Allora si attiva e smanettando sul PC otteniamo un appuntamento per il 23/11/2022…molto meglio che marzo, ma ci tocca ritornare.

Accettiamo e usciamo senza permesso speciale ma con un nuovo appuntamento al quale dobbiamo presentarci con tutti i documenti controllati più una marca da bollo di € 16,00 più un pagamento tramite bollettino postale di € 80,46. Quindi se aggiungiamo l’altra marca da bollo per la legalizzazione, vuol dire che per una rifugiata di guerra ucraina che non può lavorare, essere regolarizzata in Italia costa più di 100,00 euro

23/11/2022 OGGI

Siamo arrivate all’Ufficio Immigrazione della Questura alle ore 10.30, l’appuntamento è alle 12.00. Ci viene dato il numero 84 stanno gestendo il numero 30. Stanzone stipato da persone di ogni continente conosciuto. Ci sediamo e aspettiamo con pazienza, decido che, per ingannare il tempo , scriverò la cronistoria di questa avventura tra la burocrazia italiana.

Assisto a una scenata tra un poliziotto e una immigrata sudamericana: lei insiste che i documenti richiesti ci sono tutti, lui dice che non sono sufficienti, lei insiste di più, lui le urla in faccia che deve smettere di insistere e visto che ha alzato la voce non le danno quello che le serve e deve richiedere un altro appuntamento e la caccia via! Assisto a vari fatti del genere dove gli impiegati trattano con maleducazione e arroganza chi si presenta agli sportelli (tutti stranieri). Ho appena sentito dire da dietro uno sportello: “Non hai portato questo documento in originale? Cazzi tuoi! Prendi un altro appuntamento e ritorni”

Ora sono le 14.20, sono più di tre ore che siamo qui. Al momento è aperto uno sportello solo e sta gestendo il nr 63. Abbiamo ancora 21numeri prima del nostro, non abbiamo mangiato niente, ma speriamo che per Tamara andrà tutto a buon fine.

Ore 16.30

Finalmente tocca a noi!

Allo sportello l’impiegato ritira tutti i documenti, il pagamento di € 80,46, la marca da bollo di € 16,00, le foto tessera e inizia a digitare sul computer. Tamara deve compilare un modulo firmarne altre due, lasciare le impronte digitali dei due indici e dopo svariati minuti ci viene consegnato un foglio con attaccato un talloncino con la foto  e le generalità di Tamara e un timbro: questo è il permesso speciale provvisorio.

Sul retro del foglio sono riportate ancora le generalità di Tamara e la data di un altro appuntamento.

Tamara dovrà presentarsi in questo ufficio il giorno 22/01/2023 alle ore 08.00 per sapere se la sua richiesta di permesso di soggiorno è stata accettata dalla Commissione.

Praticamente la Storia Infinita di Tamara continua…

Scopro che questo tagliando rende la presenza di Tamara in Italia regolare, ma non le dà la possibilità di avere un lavoro né di avere il diritto all’assistenza sanitaria.

Inoltre con quel foglio dobbiamo andare in un altro ufficio al piano di sotto dove Tamara lascerà le impronte digitali di tutte le dita.

Ci indica di recarci allo sportello 7 per questo. Lo sportello 7 è chiuso, chiedo a un poliziotto che è seduto allo sportello 5 cosa dobbiamo fare e ci ridà un altro numero per fare la fila per entrare dove prendono le impronte digitali.

Questa volta davanti a noi abbiamo “solo” 10 persone.

Durante quest’altra attesa Tamara si accorge che sul foglio del prossimo appuntamento è stato indicato come Paese di nascita Nigeria invece di Ucraina!!! Ridiamo per non piangere. Chiedo ancora allo sportello 5 cosa dobbiamo fare e mi dice che dobbiamo ritornare al piano di sopra per farlo correggere. Ormai è il turno di Tamara per le impronte digitali, l’operazione dura pochi minuti e poi di corsa verso lo sportello per la correzione.

Nello stanzone ormai non c’è più nessuno, ma dietro agli sportelli ci sono ancora degli impiegati. Chiedo la correzione, ridono anche loro per l’errore, con una biro cancellano Nigeria e scrivono a mano Ucraina…(allora povero farlo anch’io) Mi confermano che così è sufficiente perché quel che vale è la data dell’appuntamento a cui Tamara non può proprio mancare.

Provo a chiedere quali possano essere le motivazioni e le probabilità che a Tamara sia rifiutato il rilascio del permesso di soggiorno e mi rispondono che siccome lei è ucraina, la richiesta sarà accettata al 100%.

Con questa rosea speranza usciamo velocemente dalla Questura che sono ormai le 17.20.

Fuori è quasi buio, il freddo autunnale non è poi così mordente, andiamo a prendere la metro per tornare finalmente a casa .

La giornata è finita, Tamara e io abbiamo la sensazione di essere riuscite a fare un passo avanti, ma ancora non siamo arrivate alla meta.

TO BE CONTINUED…

Informazioni su Paolo Federici

La migliore soddisfazione è sbagliare apposta per dare agli altri l'illusione di essere superiori.
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Una risposta a La storia infinita

  1. Paolo Federici ha detto:

    La storia finiva con:

    Tamara dovrà presentarsi in questo ufficio il giorno 22/01/2023 alle ore 08.00 per sapere se la sua richiesta di permesso di soggiorno è stata accettata dalla Commissione.

    Avvicinandosi la data… ci siamo accorti che il 22 è domenica!
    Possibile che la questura dia appuntamento di domenica?
    Rileggendo la data sul documento c’è scritto: 22/01/2022

    Ora chiedo a Marty Mc Fly se mi presta la macchina del tempo

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