Tre indizi fanno una prova.

Dovevo prendere la coincidenza a Bologna per Milano. Ero salito a Ravenna, ed il treno che da Ravenna mi portava a Bologna aveva accumulato un discreto ritardo.
La mezz’ora di tempo concessami per scendere da un treno e salire sull’altro si era ridotta a quindici minuti.
Dovevo correre: sceso a Bologna ho subito controllato il binario del Frecciarossa.
Binario 16, partenza ore 20.26.
Sì, potevo farcela.
Solo che il binario 16 (così come altri quattro) era due piani sotto rispetto al binario sul quale ero arrivato.
Giro, corro, scendo tre scale mobili… finalmente sono al binario 16 e non sono ancora le 20.26.
L’altoparlante annuncia: è in arrivo al binario 16 il Frecciarossa proveniente da Roma… poi il rumore non mi fa capire bene “destinato a … ano”.
Salgo al volo: la mia carrozza è la cinque ed il posto è il 3C.
Tutti i posti sono occupati, uno solo è libero.
Sì, proprio il 3C.
Il treno parte e nel display luminoso appare l’informazione che la destinazione finale sarà Bolzano.
Bolzano?
È da un po’ che non prendo il Frecciarossa: avranno allungato la linea.
Ci sono quelli che arrivano da Roma e dopo Milano proseguono per Torino.
Avranno messo anche quelli che dopo Milano proseguono per Bolzano.
Mi metto il cuore in pace: il binario era giusto, l’orario era giusto, il posto era l’unico libero.
Tre indizi fanno una prova.
Sono sul treno giusto.
Il dubbio arriva quando ci stiamo fermando a Verona.
Verona?
Sul display appaiono le coincidenze possibili.
Ce ne sono solo cinque o sei, ma una mi accende una lampadina.
C’è una partenza per Milano con un regionale fra venti minuti.
Intanto l’altoparlante avvisa: il treno Frecciarossa per Bolzano è in partenza…
Chiedo ai miei compagni di viaggio: “ma questo treno non va a Milano?”
Li vedo tutti perplessi poi è un coro di no.
Scendo al volo, corro dal capotreno e chiedo:
“Scusi, ma questo treno non va a Milano?”
“No, ha sbagliato.”
“Ma come… vabbè e adesso?”
“Dovrebbe tornare a Bologna e prendere un altro Frecciarossa… oppure fra venti minuti parte un regionale per Milano. Guardi è quello del binario di fronte. Chieda al capotreno se la fa salire.”
Il capotreno è gentilissimo:
“In effetti dovrei chiederle di fare un nuovo biglietto, ma visto che ha già pagato l’extra del Frecciarossa, se lei vuole salire, noi partiamo tra un quarto d’ora.”
“E quando si arriva a Milano”
“Fra quasi due ore.”
E adesso cosa faccio, per due ore?
Beh, magari scrivo una storia per spiegare che tre indizi non fanno una prova.
Mentre le coincidenze esistono, eccome. Coincidenze giuste e coincidenze sbagliate, ovviamente.
E poi, quante probabilità avevo di trovare vuoto proprio il posto 3C in una carrozza strapiena?
Paolo Federici

Informazioni su Paolo Federici

La migliore soddisfazione è sbagliare apposta per dare agli altri l'illusione di essere superiori.
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