quousque tandem, Twitter…

mi si nota di più, se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?

Questa famosa domanda di Nanni Moretti (tratta dal film “Ecce Bombo”) oggi potrebbe essere riscritta così:

Mi si nota di più, se scrivo su un social contestando le fakenews o se non scrivo proprio?

In fondo, la cosa l’aveva già spiegata molto bene Giulio Andreotti: “una smentita è una notizia data due volte”

Cioè, se io contesto il contenuto di un post (su twitter o su altro social di discussione) mi ritrovo a fare da amplificatore e quel post che vorrei contestare verrà invece condiviso a manetta diventando il non plus ultra della comunicazione.

Lo diceva anche Goebbels: “Una bugia ripetuta dieci volte rimane una bugia, ripetuta diecimila volte diventa una verità”

Rispondendo ad una qualche falsa affermazione (e sui social le falsità spopolano alla grande essendo certamente falsa la maggioranza assoluta dei contenuti) non facciamo che farla arrivare anche a chi mai l’avrebbe sentita e che, invece che prendere per buona la nostra contestazione, prenderà per buona la falsità seppur conclamata.

A chi non è successo di iniziare a scrivere per smentire una plateale affermazione falsa (magari riferita al proprio ambito di conoscenza) e poi cancellare tutto pensando: “ma chi me lo fa fare di mettermi in discussione con certa gente”, arrivando a pensare quello che già Oscar Wilde aveva scritto tanto tempo fa: “Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza.”

Una cosa ho capito: non solo aveva ragione Umberto Eco (I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli) ma stare sui social fa perdere del gran tempo che potremmo invece dedicare, ad esempio, alla lettura di qualche buon libro.

Proprio leggendo qualche buon libro ed informandosi in maniera seria e non lasciandosi condizionare dai post sui social, sapremmo che quella frase sulla bugia ripetuta tante volte, Goebbels non l’ha mai detta.

Sapremmo che Dante non ha mai scritto: “non ti curar di lor ma guarda e passa!”

Sapremmo che Roma quest’anno non compie 2775 anni.

E magari capiremo che aveva ragione George Santayana quando diceva: “Chi non conosce la storia sarà condannato a riviverla” (a rileggere oggi la storia dell’escalation di Hitler, ci chiediamo come sia stato possibile, senza accorgerci che stiamo rivivendo la stessa identica situazione in un’altra area dell’Europa).

Vostro onore, ho concluso.

Chiedo pertanto la condanna dei social media diventati sfogatoi dei più perversi istinti animaleschi che ancora oggi abitano nel corpo e nella testa degli uomini.

Paolo Federici

Informazioni su Paolo Federici

La migliore soddisfazione è sbagliare apposta per dare agli altri l'illusione di essere superiori.
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Una risposta a quousque tandem, Twitter…

  1. cienne19 ha detto:

    Infatti io non uso Twitter e i vari social ma leggo (attualmente la storia dell’Europa di Fisher).

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