La Contessa

per chi, come me, è originario di La Spezia, quando si parla di Contessa, per antonomasia stiamo riferendoci alla Contessa di Castiglione.
Non potevo certo farmi sfuggire l’ultimo libro che racconta la sua storia.
Grazie ad un lavoro certosino, Benedetta Craveri ci racconta la vita di Virginia Oldoini, nata a La Spezia nel 1837.
Se non fosse per il diverso contesto storico, volendola paragonare ad un personaggio del nostro tempo, mi sembra di rivederla in Moana Pozzi.
Capace di elevare l’ars amatoria all’erotismo più artistico… disposta a concedere le sue grazie a chi le richiede, basta solo che sia un uomo di potere, come Vittorio Emanuele II o Napoleone III.
Però oltre alla ricerca della fama e della ricchezza, Virginia è animata da un forte sentimento patriottico.
L’Italia ha bisogno della Francia per scatenare la guerra contro l’Austria e liberarsi della dominazione secolare. Chi, meglio della donna piùbella del mondo, poteva spendersi per convincere l’imperatore a darci una mano?
La verità che affiora dalla biografia è che Virginia era ancora una ragazzina diciassettenne quando si sposa e prende il cognome ed il casato del marito, il Conte di Castiglione, anche se dopo avergli dato un figlio, compiuti i diciotto anni, si trasferisce a Parigi con l’incarico, datole da Cavour, di ammaliare Napoleone (parliamo del nipote del più famoso Bonaparte, ma comunque dell’imperatore francese).
Una Mata Hari italiana?
Una novella Elena di Troia?
Tante sono le donne che hanno vissuto storie simili, ma Benedetta Craveri ce la dipinge nella sua unicità di donna antesignana: il femminismo d’altri tempi quando una donna era capace di porsi al di sopra di tutti gli uomini a cominciare dai più ricchi e potenti.
Quello che è triste è il finale: sola e dimenticata, non le resta che aspettare la morte.
A più di cento anni dalla sua morte, mi piace ricordarla al culmine del suo splendore: d’altronde, i ricordi servono per mantenere viva la memoria ed il miglior omaggio che le si può fare oggi è ammirarla come se ci apparisse al di fuori del tempo, ventenne.
Paolo Federici

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La migliore soddisfazione è sbagliare apposta per dare agli altri l'illusione di essere superiori.
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