La Spezia, capitale d’Italia

Il 28 agosto 1869 venne inaugurato l’Arsenale militare a La Spezia.
E pensare che l’idea di un grande porto mediterraneo era stata di… Napoleone.
Poi, finalmente, ripresa da Cavour.
Con la creazione del porto militare, La Spezia vide aumentare notevolmente i suoi abitanti.
Il Regno d’Italia, nato da pochissimo (nel 1861) ed ancora mancante di Roma (sarà annessa nel 1870), aveva bisogno di una capitale, seppur temporanea (in futuro quel ruolo sarebbe stato di Roma, ma intanto andava spostata da Torino e dove la si poteva collocare?)
Nel 1848 Vincenzo Gioberti parlava di Spezia come futura “capitale marittima d’Italia” e nel 1864 in una lettera a Vittorio Emanuele II si arrivò a togliere l’aggettivo “marittima”.
Le due candidate erano Firenze e La Spezia.
La prima per questioni culturali e linguistiche (per lo stesso ideale di unificazione linguistica, l’Accademia Navale venne creata in Toscana, ovviamente sul mare: a Livorno), la seconda per questioni militari.
Luigi Nascimbene, ingegnere ed architetto nella lettera al re, poi ampliata nel libello “L’Italia”, scriveva:
Sire, viaggiando d’Etruria lungo il lido del mar Tirreno mi si presenta nuova idea e, pervenuto in Liguria, la inviai al Parlamento.
In allora era messa ancora in spoglie di viaggio e non osò presentarsi alla Maestà Vostra.
Ora, un po’ meglio di vezzi adorna, umilmente si inchina al Vostro Trono e festosa per buona notizia porge a Vostra Maestà lieta parola.
Il nuovo Vostro Regno, o Sire, non si nutre del passato, ma sa creare l’avvenire. Voi che avete fatto il Nuovo Regno, ivi innalzate le mura della nuova Capitale e la Storia pronuncerà chi, di Voi e Pietro, sia il più grande!
Parigi, 14 febbraio 1864.
Poi aggiungeva, tra l’altro: “La Capitale d’Italia dovrebbe essere collocata in un porto di mare e sorgere nuova dalle fondamenta, da cui il commercio, le industrie e tutti gli interessi nazionali riporterebbero immenso vantaggio”.
Un porto dove convergessero “ad un tempo il naviglio mercantile e quello da guerra”, cioè quello che stava accadendo a Spezia, dove già erano iniziati i lavori per l’Arsenale.
“Ora già tutti sanno che qui intendo dire del magnifico golfo della Spezia, il più spazioso e a un tempo il più sicuro porto d’Europa … centro per tutti i punti dell’interno d’Italia e delle sue grandi isole”.
Insomma, La Spezia giunse alla finalissima ma nel duello con Firenze arrivò… seconda.
La Contessa di Castiglione (bellissima nobildonna di origine spezzina ed imparentata con Cavour) era impegnata con l’imperatore francese al quale offriva le sue grazie in cambio dell’aiuto che la Francia stava dando all’Italia nelle guerre d’indipendenza.
Se avesse scelto di offrire le sue grazie al Re d’Italia… oggi La Spezia sarebbe capitale d’Italia.
Paolo Federici

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