Il mare dei fuochi

diceva Umberto Eco (o meglio, faceva dire al protagonista del Pendolo di Focault) che le connessioni esistono sempre, basta saperle trovare.
E Marco Buticchi è un vero maestro nel riuscire a collegare eventi che parrebbero distanti tra loro come quelli accaduti ad Ustica, a Bologna e a Ramstein.
Tre eventi drammatici che all’apparenza sembrano non avere alcun legame.
Ed invece …
Diceva Dante: O voi ch’avete li ‘ntelletti sani, mirate la dottrina che s’asconde sotto ‘l velame de li versi strani.
Era un invito a cercare tra le righe.
Un invito che anche Marco fa ai suoi lettori, perché leggendo questo libro viene proprio la voglia di informarsi meglio sui fatti narrati.
Forse un po’ troppo condizionati dalle teorie complottiste che spopolano sul web.
Però anche la storia della nave Rigel è nota…
Possiamo dire che un buon 50 per cento di quanto narrato è assolutamente vero, nomi, date, fatti.
Poi c’è l’altro 50 per cento, quello creato dalla fantasia dell’autore la cui grande capacità è quella di mescolare le due frazioni al punto che il lettore non riesce più a distinguerle.
Ecco cosa fa il grande scrittore: rende incredibile il vero e veritiero il falso.
Poi, come capita quando si termina un buon pasto alzandosi da tavola, alzando gli occhi da questo libro ci si sente sazi.
Pronti per il prossimo pranzo, anzi… per il prossimo libro (di Marco Buticchi, naturalmente)

Informazioni su Paolo Federici

La migliore soddisfazione è sbagliare apposta per dare agli altri l'illusione di essere superiori.
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