viva la D.A.D.

una congrega di giornalisti ha fatto un pubblico appello: Renzi deve smetterla di fare cause contro chi lo diffama.
Scopo del giornalismo, in fondo, non è raccontare ciò che si vuole?
Le notizie, un bravo giornalista, le deve dare sempre e comunque.
Poco importa se siano vere o false.
In fondo, da sempre è stato fatto così.
Fin da quando Goebbels ha spiegato che una menzogna ripetuta mille volte diventa una verità.
E allora basta denunciare chi viene a rubare a casa vostra: Robin Hood ci ha spiegato che rubare ai ricchi non può essere un reato.
Basta prendersela con gli evasori: in fondo fanno quello che tutti vorrebbero fare, cioè non pagare tasse.
In questo mondo alla rovescia, che qualcuno voglia tutelare i propri diritti, difendendosi dalle calunnie, dalla diffamazione, dalle fake news, dalle storie inventate per gettare discredito su di lui… non deve più essere permesso.
Viva la DAD, anzi il DAD: il Diritto Alla Diffamazione.
Paolo Federici

Informazioni su Paolo Federici

La migliore soddisfazione è sbagliare apposta per dare agli altri l'illusione di essere superiori.
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3 risposte a viva la D.A.D.

  1. Paolo Federici ha detto:

    la risposta di Beppe Severgnini

    https://italians.corriere.it/2021/03/16/sapete-cosa-sono-le-querele-temerarie/

    Con la sincerità dovuta a un Italian di lungo corso, dico: oh, come ti sbagli Paolo! Credo – spero – tu ti sia lasciato tentare dalla variazione sull’acronimo DAD, e non abbia riflettuto sulla tesi che andavi a sostenere. Provo a convincerti (fingendo di non aver letto l’infelicissima frase su Goebbels).

    La diffamazione non è un’opinione: esiste quanto così decide una sentenza. Quei colleghi giornalisti stanno solo dicendo: pensi davvero, Matteo Renzi, di essere stato diffamato? Non stai usando le querele per intimidire i critici e scoraggiare le informazioni sgradite?

    So che il Senatore Renzi ha vinto alcune cause, in passato; ma ora mi sembra stia esagerando. Davvero non riesco a capire i motivi – per esempio – dell’annunciata querela contro “La Stampa”, che aveva dato notizia del suo viaggio a Dubai. Neppure il direttore del quotidiano torinese, Massimo Giannini, riesce a capire. Di certo Matteo Renzi era nervoso per le critiche ricevute in seguito al viaggio precedente, un impegno pubblico (e retribuito) in Arabia Saudita. Un impegno consentito – pare – a un Senatore della Repubblica Italiana; ma inopportuno, secondo molti (compreso il sottoscritto). Ma questo non basta a spiegare certe reazioni.

    Le critiche verso Renzi sfociano talvolta nell’insulto e nell’odio? Vero, purtroppo. Ma non tutte (le mie, no di sicuro). Querelare a raffica non si può e non si deve, se fai politica o sei un personaggio pubblico. Anche perché in Italia non esiste una normativa contro le cosiddette querele temerarie, ed è grave. Il querelante, se la notizia si rivela fondata, deve solo pagare le spese, non un risarcimento. Ebbene: questo tipo di azioni giudiziarie sono un modo, internazionalmente e tristemente noto, di intimidire i giornalisti. Sono sicuro che Matteo Renzi non vuole adottare quei metodi, né imitare certi personaggi.

  2. Paolo Federici ha detto:

    la mia risposta a Beppe:

    caro Beppe
    intanto grazie per la risposta.
    Adesso rispondo io alla tua domanda (sapete cosa sono le querele temerarie?).
    Sì, lo so … per aver vissuto sulla mia pelle una querela del genere da parte di un politico, critico nei confronti di alcune considerazioni pubblicate sul mio blog.
    Quel “signore” mi face causa (civile) chiedendomi un risarcimento di oltre 500.000 euro (non ho problemi a fornirti la documentazione in merito).
    Quando la causa venne archiviata, me ne intentò un’altra, questa volta penale, però cambiando Tribunale.
    Mentre per la causa civile mi ero difeso da solo, per quella penale fui costretto a prendere un avvocato.
    Anche questa causa venne archiviata, ma il giudice decise che ognuno doveva pagarsi il suo avvocato.
    Quindi io pagai pur avendo ragione.
    Detto questo, quindi essendo totalmente d’accordo con te sulla necessità di modificare la legge (se mi chiedi 100 euro di danni e la tua richiesta è respinta, me ne devi dare tu 200), vorrei fare io una domanda: quante volte le querele di Renzi sono state respinte o archiviate?
    Perché se nella maggioranza (per non dire nella totalità) dei casi Renzi avesse avuto ragione, la tua prima risposta sarebbe inadeguata (non essendosi mai verificato il caso di querela temeraria!), non credi?
    Paolo

  3. Paolo Federici ha detto:

    ecco un commento che mi è arrivato via mail:
    “Renzi ha una tale faccia da schiaffi, da fiorentin poeta tosco, che si attira insulti a due a due, finché non siano dispari. Una nullità, cinico, astuto, dedito agli affaracci suoi, che ha leccato i piedi ad un assassino islamico, con lodi sperticate menzognere e vergognose.”

    ho risposto:
    Tipico esempio di commento che andrebbe querelato!

    e lui:
    “Ma posso avere una mia opinione, su Renzi, come milioni di altri italiani? Lei si tenga la sua, io la mia. Il mondo è bello perché é vario.”

    però quando gli ho risposto che avrei pubblicato il suo commento sul mio blog, il leone da tastiera si è risentito!

    “Pubblicare tutti i commenti dove, scusami? Io ho risposto a te personalmente e a te solo non vedo perché tu mi debba pubblicare per altre persone. Ma che razza di sistema è?”

    Siccome intendo pubblicare TUTTI i commenti che ricevo, volevo capire se sei d’accordo …
    Ovviamente io devo essere libero di PUBBLICARE i commenti, così come tu vuoi essere libero di SCRIVERE quello che vuoi, giusto?
    Che poi è quello che Renzi ha detto a Giannini … quando Giannini ha pubblicato il suo messaggio privato che aveva ricevuto su whatsapp.
    Quindi se Renzi scrive un messaggio al direttore della Stampa (Giannini) questi ha il diritto di PUBBLICARE quel messaggio privato dandoci il massimo del clamore e guai a chi protesta!
    Se tu scrivi una mail a me in risposta ad una lettera pubblicata su un blog, io NON ho il diritto di PUBBLICARE quel messaggio privato
    Ho capito bene?
    O forse la regola “non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te”, vale per tutti meno che per te!

    “Ma tu sei da psichiatra, te lo garantisco io, da psicologo. Vatti a sorbire una camomilla forte.”

    Fa male, vero, quando da carnefice ci si ritrova a fare la vittima?

    “Cioè io sarei un carnefice murato in vittima? Ma mi faccia il piasciere, come diceva Totò. Sei tu che giochi a fare ricattini infantili, da denunciare alla Polizia postale.”

    Quale ricattini? Tu scrivi messaggi non RICHIESTI ed io li pubblico! Tu non scrivere ed io non pubblico. Io mi ritengo LIBERO di pubblicare quello che qualcuno mi scrive. Mica te l’ha ordinato il dottore di scrivermi

    “Roba che uno scrive solo a te, non per altri. Finiamola qui, che mi hai stancato, ho ben altro cui pensare che alle tue pubblicazioni o meno.”

    Ma ci fai o ci sei? Puoi rispondere alla mia domanda? Se Renzi scrive a Giannini e solo a lui e non per altri, Giannini ha il DIRITTO di rendere pubblica quella comunicazione. Se tu scrivi a me e solo a me e non per altri, io NON ho il DIRITTO di rendere pubblica quella comunicazione. Psicologicamente non fa una piega.
    Mi dici se è giusto, sì o no?

    “Io non mi permetterei mai di pubblicare una cosa che è stata indirizzata solo a me. Quindi, per me, ha torto marcio Giannini, così come chi facesse in ogni caso una stronzata del genere. Se uno scrive a me e di me quindi si fida, quello che ha scritto rimane da me, e basta. Altrimenti si commette una porcheria infame. Che uno poi critichi Renzi, Salvini, Draghi o Gesù Cristo. Vuoi dire tradire o rispettare chi scrive.”

    Nooooo … ma davvero? Adesso ha ragione Renzi? E quindi ho ragione io a scrivere quello che ho scritto a Severgnini! Ma guarda un po’!

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