tutto per colpa di un gatto …

E così non ci è rimasto più niente in cui credere.

Quando andavo a scuola, ciò che ci insegnavano erano verità: verità matematiche (dal teorema di Pitagora al calcolo del volume di una sfera…), verità geografiche (suddivisione dei continenti, dislocazione dei luoghi, fiumi, laghi, mari, monti …), verità storiche (guerre, discendenze, rivoluzioni…), verità linguistiche (poeti, scrittori, grammatica, analisi logica…), verità scientifiche (scoperte, invenzioni…).
Nessuno metteva in dubbio gli insegnamenti.
Le ricerche si facevano in biblioteca oppure su una qualche enciclopedia.
Poi è arrivata la fisica quantistica e internet.
La prima è quella della scatola di Schrodinger che contiene un gatto contemporaneamente vivo e morto.
Il secondo è un mondo dove si trova tutto ed il contrario di tutto.
Abituati ad un’unica verità, ci siamo trovati frastornati ad avere a che fare con una duplice verità quantistica (quella, appunto, del gatto contemporaneamente vivo e morto) ma soprattutto ad una verità multipla come quella presente su internet dove una qualunque idea ha la stessa valenza del suo opposto.
Il parere di uno scienziato plurilaureato ha lo stesso valore di quello di un detentore della licenza elementare.
Sostenere che la Terra è piatta è equivalente a sostenerne la sfericità.
L’olocausto esiste e contemporaneamente non esiste.
L’uomo è stato sulla Luna ma è anche vero che non c’è mai stato.
I vaccini … vabbè, avete capito.
Quando andavo a scuola questa duplicità non aveva proprio ragione di esistere.
La Terra era sferica, durante la seconda guerra mondiale avevamo vissuto un periodo nerissimo, l’uomo sulla luna non era più un’utopia ed i vaccini ci avevano liberati dalla polio e dal vaiolo.
Per noi era tutto più facile: vivevamo in un mondo fatto di certezze.
Ma oggi?
Il problema è che chi anche volesse mettersi alla ricerca della verità trova un muro impenetrabile fatto solo di contraddizioni.
E poi oggi c’è il BIAS.
Uno strano modo di ragionare che ci fa ricercare articoli e documenti allineati con i nostri pregiudizi, per cui non possiamo “cambiare idea”, ma anzi, continueremo a convincerci di essere dalla parte giusta.
Per cercare di uscire da questo loop … io un’idea ce l’avrei: chiudere tutti i propri profili social, smetterla di cercare la verità su internet, tornare a leggere libri e, appena sarà nuovamente possibile, ricominciare a viaggiare.
Perché qualche certezza esiste ancora:
Il fascismo si combatte leggendo.
Il razzismo si combatte viaggiando.
Il ***ismo si combatte pensando.
Insomma, bisogna spengere i cellulari e riaccendere il cervello!
Auguri.
Paolo Federici

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