Intelligenza e stupidità

mi capita di domandarmi: “ma io, sono intelligente o sono stupido? E, qualunque sia la risposta, come posso fare per saperlo?”
Possiamo rifarci al più classico test di Turing (il test di Turing è un criterio per determinare se una macchina sia in grado di esibire un comportamento intelligente) ed utilizzare lo stesso test per determinare se uno stupido possa essere in grado di esibire un comportamento intelligente.
Una macchina non può sapere di essere una macchina (quindi NON può esibire un comportamento intelligente, così come uno stupido non può sapere di essere stupido e dunque NON può esibire un comportamento intelligente).
La stessa cosa succede quando sogniamo: noi non possiamo sapere se siamo svegli oppure se stiamo sognando.
Ma se riusciamo a capire che stiamo sognando, non abbiamo alcuna possibilità di convincere qualcun altro del suo essere solo creazione del nostro sogno!
Ecco dunque che tutti gli sforzi che si possono fare per convincere uno stupido del suo NON essere intelligente hanno la stessa possibilità di riuscita degli sforzi che possiamo fare per convincere chi entra in un nostro sogno del suo NON essere reale.
Quindi, continuare a perdere tempo con gli stupidi per convincerli del loro essere stupidi è solo un modo per dimostrare che gli stupidi siamo noi.
A questo punto, accertato che non è possibile rendersi conto di essere stupidi e quindi non ha senso cercare di convincere uno stupido del suo essere stupido, proviamo ad interrogarci: siamo sicuri di essere intelligenti? Se la risposta è “sì” allora molto probabilmente siamo stupidi.
Ci viene in aiuto Cartesio (René Descartes) che basò tutta la sua filosofia sul dubbio.
“Dubito ergo cogito” (Dubito, quindi penso)
“Cogito ergo sum” (Penso, dunque sono).
Dove quel “dunque sono”, vuol dire “dunque esisto” (anche se sto sognando, comunque “io” esisto!) ma senza dimenticare che il punto di partenza è il “dubbio”.
Concludendo: se siete sicuri di avere ragione, significa che NON siete intelligenti.
Mi chiederete: “Ne sei certo?”
Ed io vi rispondo, con assoluta certezza: “Forse!”
Paolo Federici

(un grande scrittore come Luciano De Crescenzo scrisse: “Solo gli imbecilli non hanno dubbi”; “Ne sei sicuro?”; “Non ho alcun dubbio!”).

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