Pastorale Americana


“il suo cuore si fermava, smetteva di battere, e lui moriva”
Quindi tu, lettore, pensi che sia morto.
Invece, inizia il capitolo dopo:
“c’era del sangue sul viso di Lou Levov, ritto accanto al tavolo della cucina con una mano sulla tempia …”
Ma allora non è morto?
Insomma, più che dare risposte, il libro lascia il lettore con tanti interrogativi.
C’è la crisi della società americana, quando il sogno americano si infrange contro la realtà.
Gli anni della guerra del Vietnam stanno creando una profonda crepa tra le generazioni: ci sono i figli che accusano i padri e che trasformano il loro rancore contro la società in una guerra di follia (in questo caso leggiamo la storia di una figlia, fuggitiva e assassina).
Il protagonista ha inseguito un sogno per tutta la vita e si ritrova abbandonato dalla figlia, tradito dalla moglie, snobbato dall’amante.
Con un padre che forse è morto o forse no.
Una vita inutilmente sprecata.
Inseguendo cosa?
Soldi, successo, benessere?
Tutto senza senso.
Troppo pessimismo, per i miei gusti.
Nel prossimo libro spero di trovare un po’ di ottimismo (ma guarda che combinazione, ho iniziato a leggere “un’altra strada”!)

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