rumori molesti

la signora ha 86 anni e da oltre 60 anni vive nello stesso appartamento.
Siccome si trova in zone universitaria, i suoi vicini sono sempre giovani, studenti che si traferiscono “in loco” per la durata degli studi.
A lei si sono rivolti, negli anni, quelli che avevano bisogno di un limone, del latte, delle uova … insomma, il classico rapporto di buon vicinato.
Talvolta facevano capolino alla porta per dirle: “signora, stasera faremo una festa. Magari ci sarà un po’ di musica e andremo avanti fino a tardi”
E lei, sempre: “ragazzi, divertitevi. Non preoccupatevi per me, ci mancherebbe.”
Da un anno a questa parte la storia è cambiata: è arrivata una ragazzina arrogante che si è fatta subito “benvolere” mettendosi a protestare … perché la signora accende la televisione già alle otto di mattina, perché la signora talvolta invita delle amiche e “chiacchierano”, perché durante i pasti si sentono rumori di piatti e di bicchieri …!
Incredible, vero?
Eppure la ragazzina insiste, sostenendo che non può studiare (studiare di pomeriggio in casa è diventato impossibile)… per colpa dei rumori che vengono dall’abitazione dell’anziana signora.
Come è cambiato il mondo!
Una volta i “vecchi” erano rispettati, ossequiati e gli si prestava la massima attenzione.
Posso capire che i tempi siano cambiati, ma che adesso qualcuno si metta a protestare perché un’anziana signora, in casa sua, accende la televisione (a volume normale, beninteso!) e questo può dare fastidio alla ragazzina arrogante che magari ha fatto tardi la sera e la mattina (alle 08.00) è ancora rintronata, la dice lunga su “quanto” siano cambiati i tempi.
Per favore, ditemi che si tratta di un caso isolato.
Che sono poche queste ragazzine maleducate abituate a chiedere le cose più assurde e vedersi esaudire.
Non posso credere che i giovani siano tutti così.
Comunque QUESTA è la lettera che la giovane studentessa ha scritto all’aziana pluriottantenne.
Vedete voi, se ridere o se piangere.

Se poi vogliamo valutare l’aspetto giuridico, la legge dice che ai fini della configurabilità del reato previsto dall’articolo 659 c.p. (disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone), è necessaria la presenza di due elementi, di cui evidentemente la sussistenza del secondo implicherà anche quella del primo.
Sarà infatti necessario che i rumori prodotti,
(1) oltre ad essere superiori alla normale tollerabilità
(2) possano propagarsi in maniera tale da essere idonei a disturbare una pluralità indeterminata di persone, incidendo dunque non sulla tranquillità dei singoli soggetti, ma sulla quiete pubblica (Cass. Pen., sez. I, 17 gennaio 2014, n. 12939; Cass. Pen., sez. I, 14 ottobre 2013, n. 45616).

Insomma, se il rumore da fastidio solo ad una ragazzina arrogante, a questa non resta che andarsene a studiare in biblioteca oppure comprarsi dei comodissimi tappi per le orecchie.
Perché non solo ha torto moralmente (ma davvero si può protestare perché qualcuno, alle otto di mattina, si guarda il telegiornale?) ma ha torto anche legalmente (perché è sola soletta nella sua intemperanza uditiva).
(ma il fatto che usi la prima persona plurale – “abbiamo le registrazioni” … “non costringeteci” … “non vogliamo arrivare a tanto” – vuol dire che la ragazzina arrogante soffre anche della sindrome del pluralis majestatis? Dunque si tratta di reato di lesa maestà! Allora ditelo!)

(P.S.: questo testo l’avevo scritto una settimana fa. Nel breve volger di pochissimi giorni, l’anziana signora ha lasciato questa valle di lacrime. L’appartamento verrà affittato ad una famiglia peruviana, numerosa ed amante della musica sud-americana. Così, finalmente, la ragazzina arrogante avrà di che protestare …!)

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