dieci incipit da valutare

mi sono arrivati dieci “incipit” da leggere e giudicare.
Mi sono messo d’impegno ed ho letto i primi cinque!

(1)
Un sacco di paroloni (brocardi, eponimi, retablo, malacologia) che costringono il lettore ad andare a consultare un vocabolario.
Il che ci sta, sia chiaro … ma se la “parola” strana la trovi ogni 20 o 30 pagine.
Se invece ne trovi tre solo in una pagina, sei costretto a continue soste.
L’autore vuole far vedere quanto sia forbito il suo eloquio?
Poi mi confonde il sotto con il sopra: “sotto la camicia bianca vestiva un maglione troppo stretto, d’un celeste sbiadito, con il logo d’una azienda in evidenza sul davanti”.
Se il logo era in evidenza, mi pare chiaro come il maglione fosse SOPRA la camicia.
C’è poi questa frase che proprio non ho capito:
“E dopo una rampa d’uguale altezza a un lungo ballatoio protetto da un numero doppio al primo di balaustri di tenero tufo rosato.”
Purtroppo non riesco a giudicare i contenuti quando la “veste” è di tal genere.
Spiacente.

(2)
Tra virgolette riporto alcune parole o frasi prese dal testo:
“Gl’occhi”
Che strano modo di usare l’apostrofo!
“Ora, il piccoletto, è avvolto in due coperte”
Perché quelle due virgole?
“Vi chiedete come mei io non sono”
Un minimo di editing, per favore! Mei? Sarà MAI!
“Aveva un cane …. pensai che doveva essere mia”
Se è maschile “un cane” deve essere maschile anche l’aggettivo, quindi “mio”
“Mi viene in contro”
Suvvia, si scrive INCONTRO.
“Soltanto che a me nessuno mi”
A me mi … è un errore da prima elementare
Purtroppo quando ci sono di questi errori non riesco ad essere neutrale.
Spiacente ma per me è “NO”

(3)
“perché in Turchia c’erano le fabbriche che li facevano”
Con tutti i verbi possibili ed immaginabili, ci limitiamo ad un “fare”?
Con i congiuntivi invece, come andiamo?
“i suoi genitori quando l’avrebbero saputo gli sarebbero venuti i capelli dritti”.
Un, uno, una?
“era un sfoggio”
E poi c’è il maglione che va, solo soletto, in manifestazione
“le si era avvicinato un uomo grigio di mezz’età, coi baffi, la pelle asfittica e un maglione che sembrava appena ritornato da una manifestazione”
Andiamo avanti?
Come stiamo a singolari e plurali?
“Margherita un contratto era la prima volta che lo vedeva …. e lei, che pure era laureata in lettere, non li sapeva compilare”
Se è “un contratto” allora “non lo sapeva compilare”.
Altrimenti a cosa si riferisce quel “li”?
Non sapevo che esistesse il plurale di settembre:
“per cinque settembri di fila”
ma certamente è una pecca tutta mia.
Ormai coi verbi è battaglia persa:
“Se le mordeva che tra poco sarebbero sanguinate”
Poi c’è una frase eclatante:
“Si era svegliata all’alba, tormentata, profondamente dalla scelta dell’abbiglio”
E qui troviamo:
– una virgola (dopo tormentata) che proprio non dovrebbe esserci
– una parola (abbiglio) usata come sostantivo, mentre dovrebbe essere verbo
Ultimo punto: un “incipit” normalmente dovrebbe essere di poche righe, al massimo di tre o quattro pagine.
Volendo esagerare arriviamo a dieci pagine.
Qui siamo a trentadue …
Un po’ troppo, non credete?

(4)
Leggo:
“Meno male che queste cose le impara prima e meglio che la scuola”
Vogliamo fare l’analisi grammaticale?
Impossibile!
“La felpa trai seni”
Ovviamente sarà “tra i seni”: ma una rilettura del testo prima di mandarlo in stampa non era possibile?
“Ha invitato un po’ di amici, di giovani solo noi per non fare mortorio, come dire di no senza urtarla”
Una cosa è il parlare, altra cosa lo scrivere. Se non si capisce questa differenza sostanziale, è inutile la discussione.

(5)
Sconclusionato , sembra un diario (di una schiappa?)!
Anni a dare lezione ad un ragazzino per farlo arrivare al diploma, poi ecco il protagonista in viaggio per partecipare ad un concorso.
Con frasi senza senso come questa:
“E’ anche vero che qualche anno più tardi avrei che fino a quel momento non avevo capito nulla”
Mi sbaglia perfino un congiuntivo:
“Avrei aiutato Pietro finché non avrei trovato un lavoro”
Insomma, cosa devo fare quando trovo frasi così:
“Per cercare capire se e quando”

Non mi resta che sperare nei prossimi cinque!
Paolo

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