Peracottaro

il “nuovo” libro di Umberto Eco altro non è che una “summa” dei suoi pensieri, espressi nel corso degli anni con le famose “bustine di Minerva” (pubblicate ogni quindici giorni negli ultimi trent’anni).
pape-satàn-aleppe-umberto-ecoCe ne sono per tutti i gusti: attualissime, pur essendo state scritte qualche decennio fa, profetiche, soprattutto quelle a sfondo politico, storiche, culturali, filosofiche, scientifiche.
Una delle più famose è una lista (ad Umberto Eco è sempre piaciuto stilare delle “liste” tanto da farci anche un libro ad hoc: “Vertigine della lista”) che suggerisce espressioni bonaccione e gentili per insultare l’avversario.
Ho cominciato a leggerla arrivando fino a “peracottaro”:

Pistola dell’ostrega, papaciugo, imbolsito, crapapelata, piffero, marocchino, pivellone, ciulandario, morlacco, badalucco, pischimpirola, tarabuso, balengu, piciu, cacasotto, malmostoso, lavativo, magnasapone, tonto, allocco, vaterclòs, caprone, magnavongole, zanzibar, bidone, ciocco, bartolomeo, mona, merlo, dibensò, spaccamerda, tapiro, belinone, tamarro, burino, lucco, lingera, bernardo, lasagnone, vincenzo, babbiassso e/o babbione, grand e gross ciula e baloss, saletabacchi, fregnone, lenza, scricchianespuli, cagone, giocondo, asinone, impiastro, ciarlatano, cecè, salame, testadirapa, farfallone, tanghero, cazzone, magnafregna, pulcinella, zozzone, scassapalle, mangiapaneatradimento, gonzo, bestione, buzzicone, cacacammisa, sfrappolato, puzzone, coatto, gandùla, pagnufli, cichinisio, brighella, tombino, pituano, pirla, pisquano, carampana, farlocco, flanellone, ambroeus, bigàtt, flippato, fricchettone, gabolista, gaglioffo, bietolone, gadano, fighetta, imbranato, balordo, piattola, impagliato, asparagio, babbuino, casinaro, bagolone, cucuzzaro, accattone, barabba, loffio, tappo, caporale, toni, macaco, baluba, pappone, pizipinturro, polentone, bonga, quaquaraquà, tarpàno, radeschi, peracottaro,

Quando sono arrivato a “peracottaro” ho avuto la sensazione che questa parola fosse già stata usata.
Ho interrotto la lettura ed ho spulciato la lista daccapo.
Ma di “peracottaro” ce n’era sempre solo uno!
Eppure (“eppur si muove, diceva Galileo).
Mi sono deciso ad andare avanti.

ciculaté, mandruccone, paraculo, fanigottone, scamorza, scricio, mezzasega, rocchettée, pataccaro, pinguino, margniflone, mortodesonno, sbragone, mortadella, peracottaro, scorreggione, pappamolla, furfantello, scioccherello, stolto, sventato e biricchino.

Grande la sorpresa quando ho trovato una ripetizione e guarda caso la parola “ripetuta” era proprio “peracottaro”.
Mi sono chiesto come fosse possibile che io avessi notato la “duplicazione” di quella parola prima ancora di averla letta.
Il doppione non era nel “passato”, ma nel “futuro”.
Paolo Federici

(questa “ripetizione” dovremmo considerarla un errore. C’era nella originale bustina del 2004 ed è stata ripetuta nel libro del 2016. La cosa curiosa è che nel libro ci sono altri tre errori. Quindi abbiamo un totale di quattro errori: due ripresi pari pari dal testo originale. Due invece presenti solo in questo nuovo libro, mentre nelle bustine originali i testi erano giusti! Siamo arrivati all’editing al contrario!?)
(se volete sapere quali siano gli errori di editing, andateli a cercare. Io vi do, come indicazione, le pagine del libro: 64, 248, 310, 312. Quest’ultima è quella del “peracottaro”. Buon divertimento)

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