Gli ultimi giorni dei nostri padri

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ero perplesso: leggere un libro scritto “prima” di quello di successo è sempre un azzardo.
Dopo “La verità sul caso Harry Quebert”, che mi era piaciuto molto, ho voluto fidarmi di Joel Dicker e mi sono dedicato a “Gli ultimi giorni dei nostri padri”.
Non sono stato deluso: anzi!
Ambientato in una Parigi occupata dai tedeschi durante l’ultima guerra ci racconta la storia di pochi uomini e della loro lotta segreta.
Della loro voglia di amore che è più forte del desiderio di odio che attanaglia il mondo intero.
“Signore, riusciremo mai a guarire dall’odio per l’altro o ne siamo contagiati per sempre?” è la domanda che pervade l’intera storia.
Una domanda attuale: anche oggi sembra che l’odio (verso il diverso, verso il migrante, verso l’appartente ad un’altra religione, verso chi la pensa diversamente da noi …) stia montando e l’amore sia in ritirata.
Ci vorrà un’altra guerra per ristabilire il giusto ordine dei valori?
Ai posteri l’ardua sentenza!
Paolo Federici
(e adesso aspetto con ansia l’uscita del prossimo suo libro, anzi … quasi quasi me lo compro in lingua originale: “Le livre de Baltimore”)

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