Esperimento di Pubblicità

in questi giorni sto assistendo ad una pubblicità “massacrante” e ripetitiva al massimo (chissà quanto ci hanno speso …!).
Forse anche a voi è capitato di vederla (Lei è in una riunione di vertice. Lui appare alla finestra, vestito da coniglietto rosa, e canta “I love you, Lucia” … )

Esperimento di pubblicità

Esperimento di pubblicità

La domanda è: ricordate il prodotto pubblicizzato?
Ho fatto un piccolo sondaggio tra i miei amici ed il risultato è esilarante: il 75 per cento (pur avendo visto “quella” pubblicità) NON ricorda proprio che cosa si pubblicizzi e solo il 25 per cento sa “almeno” di che tipologia di prodotto si tratti (ma circa la metà – quindi meno del 13 per cento sul totale – “ricorda” anche il marchio).
C’è chi mi dice che forse si tratta di auto, forse di banche, forse di assicurazioni … qualcosa di dolce, qualcosa da mangiare … forse è la pubblicità di un gelato o dei ravioli!
Insomma, secondo me la pubblicità (che deve centrare DUE obiettivi primari: farsi ricordare e far collegare al ricordo il marchio pubblicizzato) in questo caso ha centrato in pieno il primo obiettivo, ma ha cannato decisamente il secondo.
Cosa avrei fatto io?
Visto che si intende fare pubblicità ai biscotti Galbusera (adesso lo so, perché ho volutamente fatto attenzione al “finale” dello spot), basterebbe “aggiustare” la canzone (cantata dal ragazzo alla finestra) inserendo un chiaro riferimento al prodotto.
Ad esempio, facendo cantare al personaggio mascherato da coniglietto rosa qualcosa del tipo: “I love you, ci vediamo questa sera, verrò con i frollini Galbusera”
Elementare, Watson!
Paolo Federici

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7 risposte a Esperimento di Pubblicità

  1. Alessandra Pucci ha detto:

    seh vabbè…ti piacerebbe averla pensata tu.
    …é la più vista e la più amata dalle donne…

    • paolofederici ha detto:

      Ho semplicemente dato un suggerimento, proprio perché la pubblicità è bella ma fine a sè stessa.
      Prova a chiedere a 100 persone quale prodotto viene pubblicizzato: scommettiamo che TUTTI ricordano il coniglietto rosa, ma forse solo un terzo ricorda a cosa faccia pubblicità?
      Buon divertimento.

  2. Francesco ha detto:

    probabilmente é come dici tu, ma io mi sento di ringraziare la garbusera per averci regalato una pubblicità fine educata senza i soliti luoghi comuni. io rido ogni volta che la guardo. é vero il prodotto ai vede di striscio ma proprio per questo “presentarsi” senza essere invadente lo sono andato a comprare a modi “ringraziamento” ed ho scoperto pure che sono molto buoni.

  3. Dani ha detto:

    Ottima analisi, anche sotto il punto di vista del marketing. In effetti quello che si ricorda, della pubblicità (che, peraltro, trovo alquanto stomachevole) è un deficente vestito da coniglio rosa che stona, con un ukulele in mano, una canzone, probabilmente di sua creazione. Il prodotto (per intenderci i “Buoni così” di Galbusera, che sono dei frollini senza zuccheri aggiunti) è assolutamente marginale e non rimane impresso. Fossi nel patron di Galbusera, avrei cambiato agenzia pubblicitaria.

  4. oscar ha detto:

    Ho memorizzato il prodotto pubblicizzato perché voglio evitare assolutamente di comprarlo. Un pubblicità così cretina non merita un riscontro positivo.

  5. morands ha detto:

    Sono passati due anni. All’inizio anche io non ricordavo il prodotto… ma la pubblicità è ripassata e alla fine mi è rimasto in testa molto di più (e non sarei entrato in questo blog oggi!). Per me è strapromossa

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