CONFINDUSTRIA e CGIL

gli interessi degli uni sono sempre stati in contrasto con gli interessi degli altri.
Arrivare ad una mediazione è l’ingrato compito dei rispettivi rappresentanti.
Poi, ogni tanto, nascono uomini capaci di cambiare la storia.
Giuseppe di Vittorio è conosciuto soprattutto come nome di una qualche via della vostra città, ma chi fosse realmente solo in pochi lo sanno.
Ancora in meno (perché non ha vie a lui intitolate) sanno chi fosse Angelo Costa.
Eppure questi due “grandi” uomini hanno segnato una svolta epocale nella storia italiana.
Era appena finita la seconda guerra mondiale e c’era da rimboccarsi le maniche per ricostruire.
A capo della Confindustria era stato nominato Angelo Costa, industriale genovese del settore dell’olio (e armatore dei primi transatlantici che solcavano i mari per portare i nostri emigranti in Sud America).
Per la CGIL il segretario era Giuseppe di Vittorio.
Il 27 ottobre del 1946 venne siglato il CONCORDATO INTERCONFEDERALE PER LA DISCIPLINA DEL TRATTAMENTO ECONOMICO DEI LAVORATORI DELL’INDUSTRIA.
Una delle grandi innovazioni inserite nel contratto di lavoro era l’istituzione della TREDICESIMA MENSILITA’ anche per gli operai. Sì perché durante il fascismo era stata istituita la GRATIFICA NATALIZIA, ma solo per gli impegati.
Angelo Costa aveva dovuto faticare non poco per convincere i “suoi” associati (i confindustriali, insomma) a quella concessione.
Dimostrando che il grande imprenditore è anche quello capace di “distribuire” ai lavoratori i benefici delle attività imprenditoriali, evitando di cadere in quel becero egoismo che caratterizza oggi molto di quel mondo.
Alla fin fine, se la gente guadagna di più … ha più soldi da poter spendere, quindi le industrie possono aumentare la produzione ed è tutta una ruota che gira aiutando la crescita dell’intero Paese.
Quello che oggi, continuando a tassare ed a ridurre il potere di acquisto della gente, i “nuovi” politici non capiscono.
Sapete come fece l’industria automobilistica ad avere un boom negli Stati Uniti della prima metà del secolo scorso?
Grazie ad un’intuizione di Henry Ford, grande costruttore di auto.
Aumentò le paghe ai suoi operai che, così facendo, poterono permettersi di comprarsi … un’auto!
Oggi assistiamo ad una decrescita dell’economia dovuta alla continua riduzione di paghe e stipendi, con contratti atipici, contratti a progetto, contratti a tempo, contratti che hanno un’unica cosa in comune: quella di costringere tanti lavoratori a non poter contare su uno stipendio decente.
Per non parlare del continuo “taglio” dei costi che comportano solo licenziamenti e crescente disoccupazione.
Aumentate gli stipendi, e vedrete che l’economia tornerà a crescere.
E se cresce l’economia, si creano anche nuovi posti di lavoro.
Elementare Watson (e se l’hanno fatto Angelo Costa ed Henry Ford … ed ha funzionato, perché non dovremmo provarci anche noi, oggi?)
Paolo Federici

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